WEEKEND SULLA NEVE A MISURINA CON LE CIASPE
weekend 31 gennaio-1 febbraio 2026
NOTTURNA CON LUNA PIENA AL MONTE PIANA
E DIURNA IN VAL POPENA ALTA
Sabato 31 gennaio: partenza da Opicina “quadrivio” lato Banne. Sosta durante il percorso. Lago di Misurina Hotel Miralago (1.760m), Strada Militare al Rifugio “Angelo Bosi” al Monte Piana (2.205m), Monte Piana (2.324m), Forcella dei Castrade (2.272m), Monte Piano (2.301m), rientro per lo stesso percorso al chiaro di luna piena e con l’uso delle lampade frontali. Cena e pernottamento all’Hotel Miralago.
Domenica 1 febbraio: SP49 ponte sul Rio Popena (1.658m), sentiero CAI n.222 della Val Popena Alta, Ex Rifugio Popena e Forcella de Popena (2.214m). Discesa per lo stesso percorso. Rientro a Trieste in serata
con sosta durante il rientro.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono, nelle giornate del 31 gennaio e 1 febbraio 2026, un weekend sulla neve in Dolomiti con le ciaspole. La meta scelta quest’anno è il Monte Piana, per godere del tramonto sulle Tre Cime di Lavaredo da un’angolazione più a ovest rispetto quella cui siamo abituati nella tradizionale “notturna” al Rifugio Locatelli. Non per questo meno affascinante, considerata la posizione molto panoramica che il Monte Piana offre.
Atteso il tramonto, il gruppo scenderà alla luce delle lampade frontali e al chiarore di luna piena.
Al mattino successivo, spostamento con le macchina all’imbocco della Val Popena Alta, che sarà percorsa per intero fino a raggiungere i resti dell’omonimo ex Rifugio, ai piedi del Cristallino d’Ampezzo.
Due escursioni di appagante bellezza e tecnicamente non impegnative.
Il Monte Piana è una montagna famosa, costituisce una sintesi unica dei momenti storici della Grande Guerra e dei meravigliosi scorci panoramici sulle Dolomiti.
Non ha nulla in comune con le famose vette dolomitiche che lo circondano, ha una struttura tozza, una cima piatta e i suoi versanti, da ogni lato, sono caratterizzati da ripide scarpate e scoscesi valloni. Ma rimane una montagna celebre: durante la Prima Guerra Mondiale sulla sua sommità pianeggiante, in uno spazio relativamente limitato, si fronteggiarono i soldati italiani ed austriaci in una incredibile guerra di posizione, molto cruenta, in condizioni ambientali terribili. Si racconta di sette metri di neve caduti sul Monte Piana nell’inverno del 1917, con temperature polari e venti gelidi. Oggi, il filo spinato, gli assi di ferro a vite e i cavalli di Frisia che sbucano dalla neve, sono testimonianze commoventi, della più grande “Guerra d’Alta Montagna”, combattuta nella storia dell’uomo.
La salita con le ciaspe al Monte Piana non è soltanto una rivisitazione storica, ma è anche una bella escursione invernale, su una montagna dai panorami incomparabili, conosciuti dai turisti già dal secolo scorso. Ricordiamo a tale proposito, la visita del grande poeta Giosuè Carducci nell’anno 1892, a testimonianza della quale è stata eretta la “Piramide Carducci”.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Dopo essere partiti dal quadrivio di Opicina e aver raggiunto il Lago di Misurina, parcheggeremo all’Hotel Miralago, dove è anche previsto il pernottamento. Sarà quindi possibile lasciare negli automezzi tutto il necessario per la notte e viaggiare così con zaini più leggeri. In base alla neve che cadrà in prossimità della data dell’escursione, decideremo se procedere con le ciaspole o solamente con i ramponcini.
Dall’hotel ci porteremo all’inizio della strada militare che conduce al Monte Piana. Qui, prestando attenzione al via vai delle motoslitte che salgono e scendono, inizieremo la nostra escursione.
Nel caso in cui, invece, il sentiero CAI n.122 che parte dal Lago d’Antorno fosse percorribile, verrà preferito come via di salita fino a deviare a sinistra (indicazione) attraversando un bosco in direzione della forcella Bassa, alle pendici del Col de le Saline. Aggirato il colle, si ritrova la strada militare, che si segue con ripidi tornanti fino al Rifugio “Maggiore Angelo Bosi” posto a quota 2205 m, sull’estremità meridionale del Monte Piana.
Ammirato il panorama (spettacolare vista sulle Tre Cime di Lavaredo) e visitata la Cappella a ricordo dei caduti di Monte Piana, si prosegue sulla traccia che ricalca il Sentiero Storico.
La pianeggiante vetta della montagna è composta da due parti: la sommità Sud e la sommità Nord divise dalla Forcella dei Castrati (Castrade). L’itinerario proposto consente la visita di ambedue le parti.
Dal rifugio, una traccia battuta continua in leggera salita al centro della Sommità Sud, in mezzo a dolci pendii immacolati, e in circa 45 minuti si raggiunge la Capanna Carducci (chiusa) e il monumento al poeta.
Un breve tratto separa la capanna dal punto più alto di Monte Piana a quota 2.325 m (caratterizzato da una croce) e il suo favoloso panorama. Un colpo d’occhio meraviglioso, una vista a 360° gradi sulle Dolomiti: il Cristallo, la Croda Rossa, il Picco di Valandro, il Monte Rudo, i Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo, i Cadini ed il Sorapiss (elenco che non basta a raccogliere i nomi che l’occhio allenato riconoscerà). Una sorta di “occhio vede e bocca desidera”.
La prosecuzione dell’escursione invernale verso la Sommità Nord richiede ora maggiore attenzione, esperienza e conoscenza del manto nevoso, poiché spesso la traccia non è battuta e la neve nasconde un terreno insidioso, ricco di camminamenti, trincee e fenditure del terreno carsico. Si rientra verso la Capanna Carducci e si scende verso la Forcella dei Castrati, puntando all’evidente crocifisso in cemento del “Cippo dei Caduti del 55° Fanteria”.
Si attraversa la Forcella, prestando attenzione all’eventuale presenza di cornici di neve in direzione della Val Rimbianco (est) e si prosegue, sul versante opposto, con una breve ma ripida salita che conduce al monumento “Campana dell’Amicizia”.
È questo sicuramente il posto più suggestivo di monte Piana: il monumento, il filo spinato che spunta dalla neve e sullo sfondo l’incomparabile fascino delle Tre Cime di Lavaredo. Un’immagine di rara bellezza ma anche testimonianza di tragici eventi.
La prosecuzione dell’itinerario conduce attraverso tutto l’altopiano della Sommità Nord, fino alla grande Croce di Dobbiaco (2305 m), posizionata all’estremità settentrionale del Monte Piano (il termine diventa ora di genere maschile, a differenziare la zona austriaca da quelle italiana). Il panorama sarà grandioso, e lo apprezzeremo al calar del sole che, si spera, regalerà sfumature e colori indimenticabili. Raggiungeremo così, al tramonto, la zona di discesa, percorrendo la strada militare per rientrare all’albergo, provvedere alla sistemazione nelle camere e cenare entro le ore 20.00.

Al mattino successivo, dopo la colazione, il gruppo muoverà con gli automezzi lungo la strada che conduce a Carbonin, parcheggiando nei pressi della curva dove ha inizio la Val Popena Alta. Siamo alle pendici del monte Cristallino di Misurina che si aggancia al Piz Popena, separati dall’omonimo ghiacciaio dal Monte Cristallo.
Una vallata che si apre alla magnificenza di grandi ambienti dolomitici, collegati all’uomo dai grandi, orribili e indimenticabili eventi bellici accaduti più di cento anni fa. Non una sfida tra uomo e ambiente, come potremmo interpretare oggi, ma una rispettosa convivenza tra uomo e montagna, fatta di ricerca di compromessi tra gli ordini bellici dei Comandi Superiori e gli ardenti desideri di vittoria o, forse più, di rientro ancora in vita alle proprie famiglie. E questi tentativi di sopravvivenza (e il termine “tentativi” rende l’idea di quante volte siano andati male) rimangono oggi presenti, velati dalla neve che lascia solamente intravedere la loro forma (e le loro sofferenze), fatta di trincee e filo spinato.
Dal ponte inizia la comoda escursione lungo la Val Popena Alta, seguendo il corso dell’omonimo rio, lentamente prenderemo quota fino a giungere in un ampio avvallamento, risalendone la destra orografica. Giungeremo così, senza grossi sforzi, ai resti dell’ex Rifugio Popena, incendiato nel 1948 da alcuni vandali rimasti anonimi, nei pressi dell’omonima Forcella. L’ambiente non ha parole per essere descritto. Ciò che il giorno prima era sopito dal tramonto, ora brillerà di luce immensa, regalando immagini indimenticabili. In base alla condizione della neve e del terreno vedremo se proseguire ulteriormente, ma verrà deciso al momento.
Dopo la meritata sosta, si inizierà la discesa lungo lo stesso percorso, rientrando a valle e alle proprie macchine. Naturalmente, come ogni escursione che si rispetti, una sosta meritata verrà effettuata all’Albergo Piani di Luzza dall’amico Luciano Piller per un caldo e meritato vin brulé. Rientro a Trieste in serata.
Difficoltà: Escursionismo in Ambiente Innevato (EAI)
Cartografia: Tabacco 03, scala 1:25.000
sabato 31 gennaio
Dislivello: +/- 600 m
Sviluppo: 13 km
domenica 1 febbraio
Dislivello: +/- 550 m
Sviluppo: 8 km
ATTREZZATURA TECNICA
Dotazione per escursioni invernali: ciaspe, bastoncini, ghette, ramponcini leggeri. Abbigliamento personale adeguato.
Obbligatori l’ARTVA, la pala e la sonda (eventualmente noleggiabili all’iscrizione, fino ad esaurimento, al costo di € 15,00).
Possibilità di noleggio ciaspe presso la Sezione (fino ad esaurimento, al costo di € 10,00).
Note: Escursione con mezzi propri e pulmino sociale (max 8 posti). Utilizzo di mezzi propri con richiesta di disponibilità del proprio mezzo (a trasportare altre persone) all’iscrizione.
All’Hotel Miralago regime di mezza pensione, bevande NON incluse (sistemazione in camere a 2, 3, 4 letti).
Sabato 31 gennaio, ore 9.00, partenza dal quadrivio di Opicina con mezzo sociale e mezzi propri.
Direttore di Escursione: ANE Cristiano Rizzo
cell. AXXXO: 3394681850 (attivo solo per il we)
Quota Soci CAI € 95,00
Per i non soci supplemento di € 25,00 con integrazione Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 a partire DA MARTEDI’ 13 GENNAIO.
foto: Livio Marassi






