PHOTO GALLERY – IN MTB DA TRIESTE A LASKO
3a EDIZIONE DELLA TRIESTE – LASKO
13-14-15 giugno 2025
Partecipanti: Andrea Giorgio, Loris Pisani, Walter Sanzin, Massimiliano Merson, Massimo Azzimonti, il reggente Stefano Venier, Roberto Puccioni e il capogita Massimiliano Reiter.
Nota: Quattro partecipanti hanno partecipato a tutte le edizioni (seppur non tutti in modo completo).
Giorno 1 – 13 giugno 2025
Il volo, l’acqua bovina e la divinazione
È partita sotto i migliori auspici (e non è sarcasmo) la terza edizione della Trieste-Lasko, giusto in tempo per onorare la giornata più fortunata dell’anno: venerdì 13.
I nostri otto impavidi soci hanno lasciato con passo deciso (e gambe fresche) il domestico tratto da Basovizza a Lokev, subito messi alla prova da una bora contraria ma rinfrescante, che ha fatto volare via ogni velleità di pedalare leggeri.
Attraverso i familiari sterrati sloveni, luoghi di vecchie fatiche e antichi crampi, il gruppo ha poi toccato Divaca, Senozece e Laze, in una successione di villaggi che pareva uscita da un dizionario sloveno per cicloamatori.
IL VOLO
La prima e unica incresciosa svolta volante della giornata èrrivata poco prima di Laze, su una nuova traccia sterrata fronte Nanos, dove uno dei partecipanti ha offerto uno spettacolo degno di una pattuglia acrobatica. A causa di un cambiamento di luce in un tratto colpito da lavori di disboscamento, non si èeso conto di un ramo che imprudentemente attraversava il sentiero facendogli eseguire con grazia e leggerezza un’inaspettato volo, per fortuna senza conseguenze e senza imitatori per tutta la gita…
ACQUA SI’ MA NON BOVINA
La traccia continua in salita su asfalto fino a Strane dove, sotto l’ombra mistica di un tasso secolare, il gruppo ha tentato di riempire le borracce piene oramai di liquido simile ad un brodo tiepido ad una fontanella di chiare e fresche acque. L’intervento di un autoctono ha però gettato un’ombra sulla purezza dell’acqua con la frase tradotta prontamente dai nostri dallo sloveno in friulano con un sospettoso: “Bevi plan che l’è frede.” Insospettiti i nostri pedalatori hanno svolto una rapida indagine e a naso sono risaliti alla presenza di una stalla bovina immediatamente a monte.
Dopo un rapido conciliabolo i nostri eroi hanno optato per la disidratazione calda ma prudente…
FIABE SLOVENE E RIVELAZIONE MISTICA
Attraversati i saliscendi ombrosi dei boschi fiabeschi tra Postumia, Idria e Logatec, veramente degni di fiabe tranquilizzanti quali Capuccetto Rosso, Il lupo e l’agnello, Riccioli d’oro e i tre orsi, ecc, ecc, il gruppo ha infine iniziato la discesa verso la calda e accogliente piana di Lubiana.
Una sosta calorica a Kalce, una picchiata fino a Logatec, un ultimo colle… e poi solo pianura rovente.
Qui, un piccolo inconveniente tecnico ad una pedivella di Max M. occorso ESATTAMENTE davanti ad un bar all’aperto è stato interpretato dal Gomer (notoriamente grande vecchio saggio, alchimista e santone del gruppo) come segno mistico ed imponeva senza concedere alcuna discussione una cerimonia rituale culminante nel sacrificio di bevande propiziatorie a base di luppolo senza le quali catastrofici diluvi, ere glaciali ed eruzioni “vulkaniche” si sarebbero abbattute sui miscredenti nei giorni successivi.
FINALE REGALE
Ottemperato al dovuto sacrificio i nostri son finalmente giunti alla splendida “location” notturna dove tra sauna, docce e sollievi vari, i cavalieri della Trieste-Lasko hanno raccolto le ultime forze per chiudere degnamente la giornata con una cena conviviale nel centro di Lubiana con successivo brindisi corale e meritato riposo in vista del secondo giorno di viaggio.
Dati tecnici (che non interessano nessuno ma fanno scena)
Km percorsi: 86
Dislivello positivo: 1.200 m
Tempo in sella: 6h 44min
Giorno 2 – 14 giugno 2025
La profezia dell’Oracolo e il bitume bollente
Partiti da Lubiana dopo una colazione talmente abbondante da sfamare un plotone di granatieri a digiuno, il manipolo di impavidi pedalatori ha attraversato la città con passo (anzi, pedale) spedito.
Lubiana si conferma cittàodello per chi ama le due ruote: piste ciclabili ovunque, automobilisti collaborativi e un traffico che sembra uscito da un sogno nordico (anche perché trattavasi della quasi alba del sabato in cui tutte le persone con un minimo di intelletto e nessuna responsabilità lavorativa si girano sull’altro lato del letto).
Ma i nostri non sono fatti di quella pasta lì: li attende la valle della Sava.
PAESAGGIO IDILLIACO
Il paesaggio cambia: sparite le salite da “tira imprecazioni” del giorno prima, oggi èutta un’altra musica. Pianure gentili, asfalto liscio come la birra fresca, e un fiume – la Sava – che pare lìolo per accompagnare i ciclisti come una colonna sonora liquida. Attraversano paesi tranquilli, con casette alpine, giardini ordinati e mucche probabilmente con passaporto austriaco.
Dopo un paio d’ore, con già0 km alle spalle, i Vulkan fanno sosta nella tranquilla cittadina di Litija, anche perché la temperatura comincia ad alzarsi, come se qualcuno avesse girato la manopola del forno.
L’APPARIZIONE DELL’ORACOLO
Ed è qui che succede l’incredibile: sul cellulare del capogita compare un messaggio dell’Oracolo. No, non di Delfi, ma di Roby Oracolo, rimasto a casa… o forse no? Perché di lì pochi minuti, a bordo della sua fiammante motocicletta, l’Oracolo sbuca come se avesse letto nella mente del gruppo.
Li trova con un’approssimazione di solo qualche chilometro, cosa che fa vacillare il confine tra geolocalizzazione e magia nera. Offerta la bevuta, scattati i selfie e dispensata saggezza, Roby scompare nella nebbia… anzi, nella calura.
LOTTA ALLA FAME NEL MONDO
Ristorati e col morale alto, i ciclisti ripartono. Ancora qualche chilometro, poi pausa pranzo: èresto ma ci sono poche opzioni, poche pretese, ma la fame Vulkan fa miracoli. Dopo la ristorazione leggera a base di trote fritte, palacinche, quantità significativa di spritz e una digestione rapida di un paio d’ore (come un treno sloveno scopriremo il giorno dopo), si riparte verso una gola spettacolare, con rapide che sembrano urlare: “non vi bastavano le salite?!”.
COLPO DI SCENA
Ripartiti su una fastidiosa strada statale che supera un restringimento della gola del fiume ad un tratto il colpo di scena: strada chiusa.
Deviazione? peraltro lunga e in ripida salita? Macché. Il gruppo segue compatto il capogita per la soluzione più italica: ignorare il divieto e proseguire. E lì si apre il girone dei lavori in corso: camion, betoniere, rulli, compressori, operai infuriati e asfalto appena steso, caldo come lava e appiccicoso come miele sulla moquette. Ma i nostri, tra zigzag e imprecazioni creative da parte degli operai, se la cavano come funamboli su ruote.
LA TRAVERSATA
A questo punto li attende una teleferica a mano per attraversare la Sava.
Una parte si lancia nell’avventura sospesa sopra le acque, l’altra – più prudente, o più attaccata alle biciclette – opta per un ponte (non piùicuro a dir la verità poco distante. L’importante è di congiungersi con l’immancabile sosta bevereccia.
ZINCO E PIOMBO
Segue un tratto idilliaco lungo la Savinja, poi – quando ormai tutti pensano che la tappa sia in discesa – ecco le rampe assassine: pendenze a doppia cifra, sudore a litri e discese tanto ripide quanto inutili.
Ma il premio è in vista: Laško, con il suo iconico stabilimento della birra che sorge come una cattedrale verde in mezzo al nulla.
ADDIO AL CELIBATO
E quando tutto sembra volgere al termine… altro colpo di scena: addio al celibato locale.
Birra che scorre a fiumi, ćevapčići cucinati da uno sposo vestito da pescatore, corona fallica in testa (giuro), e tentativi di trascinare i nostri eroi in un’epopea alcolica. Con notevole forza di volontà riescono a sganciarsi… ma la carne per la grigliata serale? Vista l’ora che volge oramai al tramonto sparita da tutti i supermercati cittadini. I supermercati sono ormai quasi chiusi o svuotati da altre griglie, da altri addii al celibato.
Si cena comunque, con una pasta al sugo degna di Nonna Papera, preparata dal sempre affidabile Max Merson. Le gambe tremano, i muscoli protestano, e il deretano è ufficialmente in “modalità griglia”, ma lo spirito resta alto.
CONCLUSIONI
Il secondo giorno si chiude così tra ricordi di asfalto bollente, profezie avverate e rampette maledette. Domani? Niente salite, niente cantieri, niente sposi travestiti da pescatore: domani li aspettano le acque rigeneranti delle terme di Laško. Un tuffo, una sauna, una birra ghiacciata… e magari, finalmente, un po’ di pietà per quei deretani eroici.
Riassunto della giornata:
Distanza: 94 km
Tempo in sella: circa 6 h
Dislivello: 700 m
Giorno 3 – 15 giugno 2025
Esplorazioni, relax strategico e gare acquatiche internazionali
Svegliatisi con calma e, come da tradizione, dopo aver consumato una lauta colazione degna di un albergo a cinque stelle sloveno (con un pensiero di stima per chi ha scelto il secondo cappuccino con torta), il nostro manipolo di pedalatori si è diviso in due gruppi:
GRUPPO ESPLORATIVO
Il Gruppo Esplorativo, formato da Max Merson, Gomer e Roby, ha optato per un giro nei dintorni di Laško, alla scoperta di piccole stradine secondarie, campanili silenziosi e improbabili sentieri mappati solo nei sogni degli urbanisti.
GRUPPO TERMALE
Il Gruppo Termale, composto dal resto della compagnia, si è invece diretto con passo convinto verso le celebri terme di Laško per una giornata all’insegna del meritato riposo.
OLIMPIADI ACQUATICHE
Proprio qui, tra vapori balsamici e acqua a temperatura da brodo di cappone, si sono svolte le attesissime Olimpiadi Acquatiche di Laško 2025, competizione non riconosciuta dal CONI ma seguitissima dal pubblico di bagnanti incuriositi.
Risultati ufficiali:
1° posto: Il Reggente del Vulkan ha dominato la scena, vincendo sia la prova a tempo sul toboga che il parallelo sullo scivolo doppio, mostrando doti idrodinamiche e strategia da campione.
2° posto: Max Reiter, autore di una prova tecnicamente impeccabile ma leggermente penalizzato da un’uscita di traiettoria sulla curva esterna dello scivolo.
3° posto: Azzi, che ha compensato con lo stile ciò che mancava in velocità regalando un’esibizione che ha strappato applausi.
NB: In realtà il risultato è da considerarsi subgiudice per una protesta presentata ai commissari di gara per una presunta irregolarità sull’alettone di Grande Naso.
Il pomeriggio è proseguito in un tripudio di saune, idromassaggi, brevi pisolini e profonde riflessioni esistenziali dentro le vasche termali, dove qualcuno ha sognato una vita alternativa da addetto agli asciugamani.
RIENTRO ECOLOGICO
Con i muscoli rilassati e le energie rigenerate, è quindi giunto il momento del rientro strategico: nel rispetto delle ultime raccomandazioni CAI (e della sostenibilità ambientale), bici e ciclisti sono stati caricati sul treno, percorrendo comodamente la tratta Laško – Lubiana – Divaca. Un viaggio green, silenzioso, e vagamente nostalgico e soprattutto grazie alla puntualità del treno della seconda tratta interminabile.
L’autore nonché capogita ringrazia tutti i partecipanti per aver contribuito alla realizzazione di questa 3° edizione della Trieste Lasko. Grazie a tutti…




































