LUNGO IL CONFINE ITALO – SLOVENO TAPPA 5: DA MONRUPINO A S. PELAGIO
domenica 16 novembre 2025
Zolla di Monrupino (390 m) – Monte Lanaro (545 m) – Monte S. Leonardo (398 m) – San Pelagio (240 m)
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’escursione a proseguo delle tappe precedenti lungo il confine italo – sloveno.
Con questa tappa proseguiamo il cammino sull’altopiano seguendo ancora in larga parte il sentiero 3. In questa tappa affronteremo altre due alture del nostro Carso, la prima delle quali, il monte Lanaro è secondo in altezza soltanto al Cocusso, e successivamente il monte San Leonardo.
Il percorso si sviluppa in gran parte nel bosco, ingentilito, in questo periodo, dai multicolorati cespugli di sommaco che si incontrano soprattutto nella zona del S. Leonardo.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Per raggiungere il punto di partenza, e tornare alla fine a Trieste, useremo, come nelle tappe precedenti, gli autobus pubblici; in particolare per raggiungere Zolla, la linea 42 che parte da piazza Oberdan alle ore 8:25 ed arriva lì alle 9:00. Da tener presente che purtroppo in tale località non ci sono locali aperti a quell’ora, quindi, eventualmente effettuare la pausa caffè prima di partire da Trieste.
Giunti a Zolla inizieremo col raggiungere a piedi la “Strada dei Poeti”, quindi riprenderemo a seguire il sentiero 3, che per un breve tratto è su asfalto, poi diventa sterrato e scende nella vallata sottostante, per poi iniziare a risalire poco prima di arrivare a Voglje, circa mezz’ora dopo la partenza, subito dopo aver superato una vecchia sbarra dell’ex confine con la Jugoslavia.
Qui bisogna svoltare due volte a sinistra: la prima per aggirare l’ex casello doganale, la seconda, qualche minuto dopo, per abbandonare la carrareccia, imboccando un sentiero più stretto (cippo indicante 75 m al confine). Anche questo nuovo sentiero va abbandonato entro pochi minuti imboccando un bivio a destra; il sentiero entra nel bosco ed inizia a salire lungo il pendio del colle dell’Anitra.
Da qui il sentiero, con vari sali-scendi, supera alcuni bivi, peraltro ben segnati, finché, circa due ore dopo la partenza, se ne supera uno che a destra conduce a Dutogliano (noi invece andremo dritti) e venti minuti dopo un altro (questa volta a sinistra) che in 10 minuti porta in vetta al monte Lanaro (attenzione il cartello è orientato per chi arriva in senso opposto). Qui una pausa è obbligatoria: il panorama spazia praticamente a 360 gradi dal Nanos al golfo di Trieste, baia di Monfalcone, Matajur, fino alle cime delle Alpi Giulie tra le quali il Canin ed il Mangart.
Ripartiremo tornando all’ultimo bivio (quello col cartello al contrario), e da qui riprenderemo a seguire il sentiero 3: tra qui ed il monte S. Leonardo si dipartono vari sentieri, che permetteranno, a chi dovesse decidere di averne abbastanza, di abbandonare la gita raggiungendo i paesi sottostanti.
La prima di queste possibilità si verificherà una ventina di minuti dopo: la carrareccia, poco dopo una curva a sinistra scende in un avvallamento, dove bisogna abbandonarla per una più stretta traccia a destra; questa, in meno di 10 minuti porta ad un bivio dove il sentiero 3 si fonde con il 40: se non si abbandona la carrareccia, o se al bivio successivo si imbocca il sentiero 40, in circa un’ora si raggiunge Rupinpiccolo.
Un’altra decina di minuti dopo i due sentieri si separano di nuovo: prendendo il sentiero 40, (oppure più avanti il 34) si può scendere all’abitato di Sgonico, noi invece proseguiremo a destra, sempre lungo il sentiero 3, aggirando un cartello che indica 340 m al confine.
Il bivio con il sentiero 34 arriverà circa 25 minuti dopo con un’improvvisa deviazione a destra che ancora una volta imporrà di abbandonare il sentiero più comodo che porta come detto a Sgonico, oppure anche a Colludrozza, per imboccare una salita al rilievo soprastante; pochi minuti dopo si dovrà attraversare diritti una carrareccia.
Anche il bivio per Colludrozza comporta un’ulteriore deviazione a destra che porta alla sella di Mercoledì, poi, come in precedenza il sentiero 40, troveremo il sentiero 45 che per un certo tratto si fonde con il 3; il 45 porta a Sales oppure a Samatorza: da qui in poi cominceremo a valutare i tempi: se risulterà che saranno ragionevolmente rispettati, proseguiremo lungo il sentiero 3, altrimenti, se i ritardi dovessero essere eccessivi, chiuderemo la gita a Samatorza.
Come per il monte Lanaro, il sentiero 3 non arriva direttamente in cima al monte S. Leonardo, ma bisogna prendere una deviazione a sinistra: il sentiero 10A che si trova subito dopo un cartello indicante la chiesetta di Samatorza (indietro rispetto a noi) ed una contemporanea curva a sinistra del sentiero.
Dopo un’altra breve, ma meritata pausa torneremo nuovamente sul sentiero 3 e riprenderemo a percorrerlo: ormai le salite saranno quasi del tutto alle nostre spalle, e ci rimarrà soltanto la discesa dal monte. Superato diritto un primo bivio con una carrareccia con segnaletica Alpe Adria Trail, il successivo è sulla curva di un’altra carrareccia; qui il sentiero 3 va in salita a sinistra, mentre noi lo abbandoneremo temporaneamente andando a destra, dove la carrareccia in discesa esce dal bosco regalando la visuale sulla vallata slovena Malni Senozeta.
Poco più avanti la carrareccia, dopo un tratto di salita, confluisce nuovamente nel sentiero 3 che abbandoneremo definitivamente qualche centinaio di metri più avanti, dove svolteremo a sinistra ad un bivio a T: la nuova carrareccia in breve ci porterà a San Pelagio, dove, in prossimità della fermata del bus 46, ed in attesa del suo arrivo potremo, tempo permettendo, concederci un meritato “caliceto”, e magari un buon panino presso il locale Gruden.
DIFFICOLTA’ E RIDUZIONI
Non sono presenti difficoltà di rilievo; a parte i tratti vicini alle località di partenza (Zolla di Monrupino), e di arrivo (San Pelagio) che sono asfaltati, lungo il percorso si alternano tratti su carrareccia più o meno erbosa, ma con selciato praticamente liscio, a tratti di sentiero tipicamente carsico con pietre affioranti lungo i quali bisogna stare attenti a come si mettono i piedi, ma ai quali gli escursionisti triestini sono ben abituati. Anche i dislivelli non dovrebbero dare problemi essendo stimati in circa 500 m di salita e 700 di discesa, peraltro distribuiti lungo il percorso. Invece occorre prestare attenzione alla lunghezza del percorso: anche togliendo le due pause previste sul Lanaro e sul San Leonardo, il tempo stimato è un po’ superiore alle 6 ore, un po’ lungo per una gita in Carso…
D’altra parte, come già descritto sopra, anche se non sono esplicitamente previsti itinerari ridotti, è abbastanza facile abbandonare la gita per scendere in una località intermedia; Rupinpiccolo, Sgonico, Sales, Samatorza sono tutte servite dalla linea 46, la stessa che è prevista per il ritorno da S. Pelagio; occorre tuttavia tener presente che le corse di questa linea di domenica non sono frequenti (ne passa una ogni due ore) e quindi si può essere costretti ad attese piuttosto lunghe.
La segnaletica da seguire è quella bianco rossa; ogni tanto si incontrano segni bianco arancioni (sent. Mirko Skabar) che possono essere fuorvianti: ad esempio al bivio per Dutogliano il segno bianco arancione invita a svoltare a destra, appunto verso Dutogliano, mentre invece noi dovremo proseguire diritti.
Difficoltà: Escursionistico (E)
Dislivello: +500 / -700 m
Sviluppo: 17 km
Cartografia: Carta Tabacco 047 – Carso Triestino e Isontino – scala 1:25.000
consigliati i bastoncini
Ore 8.15 ritrovo in piazza Oberdan alla fermata del bus 42, rientro a Trieste verso le 18 con il bus 42
L’escursione sarà effettuata con i mezzi pubblici
Direttore d’escursione: Adriano Toffolini – cellulare sociale XXX Ottobre: 3394681850
Quota Soci CAI € 4,00
Per i non soci supplemento di € 13 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.





