PHOTO GALLERY – CON FURIO SCRIMALI TRA PROSECCO E S. CROCE
Nella serata del 6 febbraio 2026 il TAM ha ospitato in sala l’amico Furio Scrimali, alpinista e appassionato fotografo, che ci ha raccontato il passato florido, ma faticoso, ed il presente di abbandono, dei pastini e muretti a secco.
Il discorso è stato ampio, in quanto “l’arte dei muretti a secco”, riconosciuta Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2018, è presente non solo nell’area mediterranea, ma in tutto il mondo.
L’occasione è stata propedeutica all’escursione guidata dallo stesso Scrimali, assieme ad Alessandro Tolusso, la domenica successiva, 8 febbraio. All’appuntamento una trentina i partecipanti si sono snodati lungo sentieri e tracce più o meno noti nella zona fra Prosecco e la sorgente Skedenz di Santa Croce. Lungo il percorso sono stati rimarcati i notevoli sforzi fatti e le tecniche usate per la costruzione di questi manufatti sottolineando la loro importanza, oltre che per l’economia umana, anche per flora e fauna che colonizzano gli interstizi esistenti contribuendo alla creazione di veri e propri ecosistemi a differenza di un semplice e banale muro in calcestruzzo.
L’escursione ha previsto anche il raggiungimento della particolare targa, discosta dal sentiero, che riporta l’iscrizione “1898 Goriup” di cui poco è noto e che localmente viene identificata come “La tomba del francese”.
Saliti chi per comodo sentiero, chi direttamente fra resti di antiche scale in pietra, affiancate da Pini d’Aleppo centenari, il gruppo si è fermato per il pranzo al sacco al sole, con davanti il panorama del golfo di Trieste.
La bella escursione, anche grazie ad un meteo particolarmente favorevole, è poi proseguita per concludere l’anello, lungo i sentieri sotto il Monte San Primo, tra boscaglia termofila e spoglie grise carsiche, verso Prosecco.
- Inizio del percorso a Prosecco
- Tra gli stretti passaggi dei pastini di Prosecco
- Vista sui vigneti verso Miramare
- Antichi passaggi tra i pastini di masegno
- Pastini recuperati
- Pastini in calcare
- La particolare targa “1898 Goriup”
- Imponenti muraglioni nei pressi della “Tomba del francese”
- La ripida salita affiancata dai pini centenari
- Ampio panorama sul golfo
- Ritorno a Prosecco tra le grize carsiche















