PHOTO GALLERY – CARSO TRIESTINO, ZONA BOSCO BOVEDO
Ebbene sì, l’escursione T.A.M. – Tutela Ambiente Montano di domenica 11 maggio 2025 aveva un secondo fine!
In realtà, tutte le nostre escursioni hanno sempre un risvolto di conoscenza dei vari aspetti della Natura – da cui scaturisce la tutela! – ma stavolta la cosa è stata particolarmente affrontata e condivisa.
L’incontro del gruppo è avvenuto all’Obelisco, raggiunto da alcuni partecipanti perfino col mitico tram. Dopo alcune centinaia di metri di Napoleonica, da un varco tra gli alberi, la dott.ssa Vidali ha potuto far notare la diversità cromatica del verde sottostante; segno questo, che la composizione vegetazionale del bosco è diversa; avremmo perciò raggiunto quella zona.
Dal tracciato ufficiale un piccolo salto verso il basso ha permesso al gruppo di immergersi in un ambiente naturale di bosco termofilo a roverella, fitto e rigoglioso su terreno calcareo, percorrendo in discesa il sentierino che zigzagando porta ad una piccola radura.
Da qui, scendendo ulteriormente, si arriva alla zona in cui inizia ad emergere il flysch, attraversato da alcuni rii e che permette anche la permanenza di uno stagno ricco di vita.
Il querceto, luminoso e con sottobosco a Sesleria, è qui incredibilmente arricchito da frammenti di una brughiera submediterranea di tipo relittuale che ospita specie che di rado si riscontrano a questa latitudine: lo stenomediterraneo Cistus salviifolius, (cisto) – di cui si sono potute ammirare le tantissime e delicate fioriture bianche – assieme a specie di origine boreale, quali Calluna vulgaris (brugo) ed Erica carnea (erica).
E’ quindi iniziata la salita verso la ferrovia, incontrando così la parte del Bosco Bovedo più interessante e unica; un bosco con rovere dominante (Quercus petraea) – il più evoluto del Carso triestino! – formatosi su antichi terrazzamenti, mai stato ceduato (tagliato) da più di 80 anni, potendo crescere in modo naturale. Si tratta di un bosco maturo, sviluppatosi su terreni profondi, con roveri imponenti, che in alcuni casi superano 100 cm di diametro del fusto. Poco più in alto, ancora un’altra tipologia di bosco; un’interessante boscaglia a carpinella orientale (Carpinus orientalis) e ciavardello (Sorbus torminalis), una vegetazione relittica, sviluppata sempre su flysch, ma in riparo di bora, descritta di recente dai botanici.
Tutta questa ricchezza di biodiversità forestale (vista nell’arco di sola mezza giornata!) fa sì che il Bosco Bovedo abbia anche una rilevanza faunistica per varie specie di interesse comunitario (prioritarie e non) ai sensi delle Direttive europee “Habitat” e “Uccelli” e per tali ragioni è stato incluso nei siti Natura 2000 ZPS IT3341002 “Aree carsiche della Venezia Giulia” e ZSC IT3340006 “Carso triestino e goriziano”.
Ed ecco quindi il senso della nostra escursione; pensare che questo patrimonio di biodiversità rischia di essere irrimediabilmente compromesso dalla realizzazione del progetto della cabinovia di Trieste, che prevede la capitozzatura e/o il taglio di oltre 1000 alberi ad alto fusto, l’alterazione della copertura del suolo e la frammentazione degli habitat naturali, con grave alterazione dell’equilibrio biologico, ecologico e idrogeologico, ha fatto ulteriormente consolidare l’idea di totale contrarietà al progetto (o magari a farla nascere, in chi ha partecipato all’escursione ancora da scettico…) rendendoci coscienti dell’assoluto valore ecologico di questo bosco, purtroppo, così poco noto.
- tam 01_Inizio della Napoleonica
- tam 02_dal varco si osserva il bosco sottostante
- tam 03_il sottostante Bosco Bovedo
- tam 04_nella boscaglia carsica a roverella
- tam 05_il bosco a roverella su flysch con sottobosco a Sesleria
- tam 06_Erica carnea (erica)
- tam 07_Calluna vulgaris (brugo)
- tam 08_Cistus salviifolius, (cisto)
- tam 09_lo stagno Bovedo
- tam 10_tratto di rovereto
- tam 11_zona di boscaglia a carpinella orientale
- tam 12_uno degli imponenti roveri

















