ScaValCarnia 2026 – I edizione
DALLA VAL PESARINA AI PIANI DI LUZZA E RITORNO
sabato 12 e domenica 13 settembre 2026
Sabato 12 settembre: Partenza da Opicina Quadrivio. Val Pesarina, Culzei (970m), sentiero CAI 231, Casera Siera di Sotto (1.424m), Col di Siera (1.730m), Forcella Creta Forata (2.099m), eventuale Creta Forata (2.462m), Vallone della Creta Forata, Casera Geu Alta (1.786m), Passo Geu Basso (1.876m), Casera Tuglia (1.599m), sentiero CAI 227 al Biathlon (1.069m), Albergo Piani di Luzza (1.035m). Cena e pernottamento.
Domenica 13 settembre: Albergo Piani di Luzza (1.035m), Al Biathlon (1.069m), sentiero CAI 230, Casera Tuglia bivio sentiero CAI 229 (1.560m), Passo di Entralais (2.190m), eventuale Monte Cimon (2.422m), Vallone di Entralais, Ricovero di Entralais (1.572m), Pesariis (780m). Rientro a Trieste.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre organizzano, nel weekend del 12 e 13 settembre, la prima edizione di ScaValCarnia, una nuova iniziativa dei Gruppi Escursionismo che si propone, in uscite di due giorni, di partire da una vallata carnica per raggiungerne un’altra, pernottando in qualche struttura e fare ritorno al giorno successivo seguendo, preferibilmente, un percorso diverso da quello dell’andata.
ScaValCarnia 2026 partirà dalla Val Pesarina, con l’obiettivo di scavalcare le Dolomiti Pesarine, nella Alpi Carniche, attraverso la Forcella di Creta Forata, per giungere ai Piani di Luzza e ritornare in Val Pesarina, il giorno successivo, superando il Passo di Entralais.
Due giorni impegnativi ma appaganti, che potranno arricchirsi ancor di più con la conquista delle cime che si elavano nei pressi delle forcelle: la Creta Forata e il Monte Cimon.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
L’escursione avrà inizio dal Quadrivio di Opicina, con l’uso di mezzi propri e del pulmino sociale, per raggiungere la Val Pesarina. Prima però, verso Comeglians, sarà possibile incontrare il titolare dell’Albergo Piani di Luzza (dove pernotteremo) per lasciare a lui tutto quanto servirà per la notte e come ricambio, in modo da poter effettuare l’escursione il più leggeri possibile. Si spera che lo stesso favore venga effettuato anche il giorno successivo. Raggiunto Culzei, prima della partenza sarà opportuno condurre gli automezzi a Pesariis, attraversato poco prima, al fine di ritrovarli al giorno successivo, al termine dell’escursione.
L’escursione prende ora inizio lungo la sterrata che si stacca sulla destra, dove una tabella in legno indica la direzione per la Casera Siera di Sotto, seguendo il segnavia CAI n. 231. Superata una radura che ospita alcuni casolari, si entra nella vegetazione risalendo la strada forestale in un bel bosco di faggio.
Superata quota 1.200m, e lasciato a sinistra il bivio che conduce ad alcuni stavoli, si sale con alcune svolte e, dopo un tratto meno ripido, si oltrepassa il greto di un impluvio che andremo a risalire successivamente. Ci si accosta così alla radura della Casera Siera di Sotto, circondata da conifere e in stato di completo abbandono, lasciando a breve a sinistra la strada che conduce al Passo Siera.
Si incontra così il primo punto delicato del nostro percorso: la vegetazione si dirada, lasciando spazio ai mughi e a un vasto circo detritico, rovinato nella sua parte superiore, dove la traccia di sentiero diviene più ripida. Un gradino roccioso, attrezzato con un cavo metallico, viene superato in discesa per riconquistare il sentiero originale, continuando tra rocce e mughi con una pendenza minore. Viene così raggiunto il Col di Siera, dal cui costone erboso la vista si apre sul primo tratto della Val Pesarina e sul vallone che scende dalla Forcella di Creta Forata, dove ci dirigeremo a breve.
Il bosco di larici e mughi va diradandosi, lasciando sempre più spazio all’ampio vallone che costeggia il Piccolo Siera (a sinistra) e lasciando intravedere la prima meta della giornata. Giungiamo così alla Forcella di Creta Forata, con il grande vallone che si apra al di là, lasciando vedere la cima del monte Geu. E’ ora di compere una piccola pausa, decidendo se continuare o meno la salita per la Creta. Chi non volesse proseguire potrà aspettare il rientro del gruppo dei più “arditi” o potrà decidere di raggiungere, in autonomia, la Casera Tuglia, oltre la quale però non si dovrà proseguire per non disperdere il gruppo.
La salita alla Creta Forata richiederà un ulteriore sforzo di due ore e mezza tra andata e ritorno, su un percorso a tratti ripido e roccioso, riservato ad escursionisti esperti, per cui sarà obbligatorio l’uso del caschetto. La soddisfazione, e la vista, una volta raggiunta la vetta, non mancheranno.
Considerata la posizione centrale della Creta Forata, lo spettacolo all’intorno sarà impagabile, con accanto il Monte Siera ma molte altre e numerose cime conosciute. Dopo le foto di rito sarà ora di fare rientro alla forcella per ricongiungersi al gruppo, iniziando così la discesa lungo il Vallone di Creta Forata.
Si pensi che questo Vallone, sulle prime carte topografiche Tabacco, era caratterizzato dal colore bianco, a indicare la presenza di neve anche durante la stagione estiva. Ora la neve si scioglie a fine primavera, ma è vivamente consigliata una visita a fine maggio e giugno per le splendide fioriture che si possono ammirare.
La discesa è caratterizzata dalla presenza costante del monte Geu, che con la sua forma piramidale chiude il vallone.
Lasciato a sinistra il bivio che scende e conduce al Rifugio Monte Siera si raggiungono così i resti della Casera Geu Alta, adagiata in un’ampia conca. Il tempo di ammirare il vallone appena disceso e il grande pendio che porta al Passo Geu Alto e si dovrà risalire di un centinaio di metri per svalicare il Passo Geu Basso. Si tratta dell’ultima salita della giornata, e in circa tre quarti d’ora si arriverà alla Casera Tuglia (in realtà un minimo di salita per raggiungerla sarà tollerato) dove ci attenderà una meritata e fresca birra. L’ultimo sforzo in discesa, in poco più di un’ora, servirà per raggiungere il Biathlon, con particolare attenzione in un paio di punti del sentiero 227 (la stanchezza non deve distrarci).
Dal Biathlon, in circa venti minuti, saremo alla meta della nostra giornata, nell’Albergo Piani di Luzza, gestito da più di cento anni dalla Famiglia Del Fabbro. L’albergo, già conosciuto ai Soci e non per le soste durante i rientri dalle escursioni e dai trekking per il corroborante vin brulé invernale, saprà accoglierci nella sua atmosfera familiare anche questa volta. Luciano Piller, insieme alla moglie Clara e al figlio Mauro con Magda, saranno dei padroni di casa premurosi. Assegnate le camere, e sistemati per la cena, potremo goderci il meritato riposo per la giornata appena trascorsa.
Al mattino successivo, terminata la colazione, riprenderemo il percorso verso il Biathlon, evitando il ripido sentiero del giorno prima e preferendo la strada forestale – sentiero CAI n. 230 – che sale a Casera Tuglia.
Non raggiungeremo la casera, ma svolteremo a destra, ai piedi del monte Cimon, dove il vallone ghiaioso che conduce al Passo di Entralais si apre davanti a noi, ricoperto di larici via via più radi che lasciano intravedere la salita molto ripida nella sua seconda parte. Ci vorrà pazienza, e un’ora e mezza buona, per raggiungere le ultime rocce che, insieme a un cavo, permettono di superare lo stretto intaglio che porta al Passo di Entralais.
Le rocce appena superate lasciano posto all’ampia sella erbosa, affacciata su un lato alla ripida e aspra parete della Creta della Fuina, cima poco frequentata per la sua difficoltà. Al centro la Val Pesarina, con la cresta del monte Pieltinis che, in tutta la sua lunghezza cinge la Valle da ovest a est.
Al di là, la conca del lago di Sauris (chissà che non ispiri una nuova edizione di ScaValCarnia). Anche all’indietro la vista non manca, verso il Monte Ferro, il Lastroni, il Peralba e le cime dell’Avanza e della Miniera. Noi, ma solo per chi lo vorrà, dedicheremo la nostra attenzione alla cresta rocciosa che sale alla destra del Passo, un susseguirsi di balze, canalini e rocce che, in circa un’ora, conducono alla vetta del Monte Cimon. Come per il giorno prima, questa cima non sarà obbligatoria, ma è anzi consigliata ad escursionisti esperti capaci di muoversi su roccette e prati ripidi. Inutile dire che la vista sarà impagabile, spingendosi sino alle Dolomiti e alle Alpi Giulie tempo permettendo. Foto di rito e riprenderemo la discesa, prestando molta attenzione, fino a ricongiungerci al gruppo per iniziare la discesa tutti insieme.
Dal Passo di Entralais si inizia la discesa lungo una traccia erbosa mista a ghiaie, fino ad entrare nell’ampio Vallone di Entralais che ci fa mantenere la cima da poco salita alla nostra destra. In poco più di un’ora si raggiungerà il Ricovero Entralais e, in poco meno di due ore, la località di Pesariis dove, prima della partenza per Trieste, ci si godrà una meritata birra.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
sabato – Dislivello: +1650/-1550 m – Sviluppo: 17 km
domenica – Dislivello: +1400/-1650 m – Sviluppo: 17 km
Cartografia: Carta Tabacco 01, in scala 1:25.000
ore 6.00 ritrovo al Quadrivio di Opicina.
L’escursione sarà effettuata con mezzi propri
Direttore d’escursione: ANE Cristiano Rizzo – cell. AXXXO: 339 4681850
Al momento sono stati riservati 10 posti in albergo; se le richieste fossero superiori, verranno aggiunti altri posti, secondo necessità…
Quota Soci CAI € 90,00
Per i non soci supplemento di € 25 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30.






