PRESENTAZIONE ESCURSIONE “LA POPOLAZIONE DEGLI STAMBECCHI DELLE MARMAROLE”
Venerdì 12 giugno 2026, alle ore 18.30, presso la Sala Soci della Società Alpina delle Giulie, il gruppo ONC – Operatori Naturalistici e Culturali presenterà “La popolazione degli stambecchi delle Marmarole”, un’escursione didattica di ricerca e avvicinamento agli stambecchi programmata per il fine settimana del 19-20 settembre 2026.
Guidati dall’ONCN e ORTAM Guerrino Malagola, che abbiamo già avuto il piacere di conoscere ed apprezzare in precedenti attività conoscitive della fauna selvatica montana e dagli Operatori Naturalistici e Culturali Marcella Meng e Riccardo Ravalli.
Pernottamento al panoramico e accogliente rifugio Ciareido (20 posti letto in tre camerate) sito al Pian dei Buoi.
PROGRAMMA DI MASSIMA DELL’ATTIVITA’
Sabato 19 settembre
Partenza alle ore 6 dal parcheggio del quadrivio di Opicina lato est, con mezzi propri (fatta salva la disponibilità del furgone sociale).
N.B. La strada da Lozzo di Cadore lunga 15 km asfaltata, è una strada bianca nell’ultimo km, percorribile in automobile, in estate vige senso alternato: salita la mattina e discesa nel pomeriggio.Giunti al Rifugio Ciareido potremo lasciare zaini e bagagli presso la struttura ed effettuare una prima breve escursione con eventuale pranzo al sacco.
Sarà garantito il servizio di mezza pensione comprensivo di cena e colazione, al costo complessivo di € 75,00 a persona. Possibile anche pranzo al sacco per la domenica (costo orientativo 10 euro che sarà confermato più avanti).
Entro il 30 giugno sarà raccolta la caparra di € 30,00.
Tenuto conto della distanza da Trieste (circa 3h), si è proposto ai gestori di valutare la possibilità di anticipare l’arrivo al rifugio al venerdì e/o posticipare la partenza a lunedì mattina, dormendo una notte in più. Segnalare al momento dell’iscrizione l’eventuale interesse.
Nei giorni di sabato 19 pomeriggio e domenica 20, tenuto conto delle abitudini relativamente stanziali degli animali, potremo visitare i luoghi ove abitualmente pascolano, percorrendo i sentieri presenti in zona e che costituiscono parte dell’anello, il cosiddetto “Marmarole Runde”. Le guide segnalano inoltre la presenza di fauna presso la cosiddetta Cima Salina ove affiorano rocce gradite agli animali, e lungo il “Sentiero dei camosci” di cui potremo auspicabilmente percorrere i tratti più accessibili. Compatibilmente anche con le condizioni meteo.
Escursioni con pranzo al sacco e quindi rientro al rifugio; nel pomeriggio di domenica, discesa a valle e rientro a Trieste, in tarda serata, fatto salvo quanto sopra accennato sulla possibilità di prolungare la permanenza al rifugio.
INFORMAZIONI SULL’AREA OGGETTO DELL’ESCURSIONE
La zona delle Marmarole è, da sempre, vocata al pascolo, all’allevamento e alla produzione di formaggi, come nelle località denominate Pian dei Buoi e Pian di Formai.
Infatti a valle nel paese di Lozzo di Cadore sono presenti varie strutture, un tempo destinate a supporto dell’allevamento del bestiame, ora divenute il Museo della latteria.
La filiera della produzione e della trasformazione del latte (in formaggi, burro e ricotta) si è giovata della Società della Latteria, nata nel lontano 1884, che assicurava la presenza di un mastro (casaro) che ne garantiva la produzione e la qualità.Le aree a quote maggiori sono state utilizzate dall’uomo per il pascolo mentre le aree naturali, a quote ancora superiori, sono sempre state rifugio di specie alpine stanziali, tra le quali camosci e stambecchi che vi potevano trovare un habitat relativamente favorevole, come nei pressi delle forcelle di San Pietro e San Lorenzo.
Il rifugio Ciareido fu costruito agli inizi del ‘900 dai battaglioni alpini Feltre, Pieve di Cadore e Gemona come ricovero militare e posto di osservazione nel quadro dei preparativi per l’approntamento di una migliore difesa delle aree a ridosso del confine con l’Austria. Usato nel corso degli anni come rifugio per cacciatori e stalla per capre, nei primi anni settanta, grazie al volontariato del Paese di Lozzo di Cadore e alla locale sezione CAI, dopo una importante ristrutturazione generale, è stato adibito a rifugio alpino.
foto: A. Vertovese






