NOTTURNA E DIURNA SUL GOLFO DI TRIESTE
SEGUENDO IL SENTIERO CAI N. 1
sabato 2 e domenica 3 maggio 2026
Sabato 2 maggio: Chiesa di S. Giovanni al Timavo (5 m), marina del Villaggio del Pescatore (0 m), sito archeologico “dinosauro Antonio” (30 m), Duino (39 m), Sentiero Rilke (76 m), Sistiana (77 m), Strada Costiera, vedetta Tiziana Weiss (150 m), Strada della Salvia, Vedetta Liburnia (179 m), Santa Croce (215 m), Vedetta Slataper (270 m), Prosecco (250 m), Contovello (253 m), Borgo S. Nazario, Strada Vicentina – Napoleonica, Obelisco di Opicina (300 m), campeggio Obelisco, Sella di Banne (420 m), valico di Trebiciano (420 m), Vedetta Alice (454 m), valico di m. Spaccato (352 m), Campi di golf (365 m), attraversamento SS 14, bosco Bazzoni (396 m), chiesetta di S. Lorenzo (375 m), monte Stena (442 m), Ciclo-pedonale G. Cottur, Bottazzo (200 m), Val Rosandra, rifugio Mario Premuda (84 m), Bagnoli della Rosandra (70 m).
Domenica 3 maggio: Bagnoli della Rosandra (70 m), Antro di Bagnoli, Crogole (100 m), Caresana (137 m), Laghetti Noghere (8 m), Rio Ospo, pressi del Valico di Rabuiese (30 m), Santa Barbara (150 m), Muggia (5 m), Muggia vecchia e Santuario di Maria Assunta (150 m), Zindis, Forte Olmi, Lazzaretto, San Bartolomeo (1 m).
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono, come da lunga tradizione, la Notturna primaverile.
Quest’anno non sarà il Nanos la meta della Notturna, ma il Golfo di Trieste percorso nella sua interezza da Ovest a Est seguendo il tracciato del Sentiero CAI n. 1. Un continuo sali e scendi che regalerà scorci non sempre conosciuti e panorami indimenticabili al “chiaro di luna”.
La Notturna sul Golfo viene ripetuta quest’anno a distanza di 4 anni dalla sua ultima edizione del 2022, seguita dalla Diurna lungo la parte Est della provincia triestina che condurrà il gruppo alla Baia di San Bartolomeo a Lazzaretto.
A supporto dell’edizione, immancabile, insostituibile, introvabile e irripetibile, la “Donna del Tè”, l’AE Patrizia Ferrari (coadiuvata dalla figlia Martina) che, come ogni anno, supporterà e seguirà il gruppo di escursionisti lungo la Notturna fornendo un appoggio logistico alimentare e di trasporto.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Sabato 2 maggio
Trattandosi di una lunga traversata e per non avere macchine proprie da recuperare in un secondo tempo, si privilegerà l’utilizzo dei mezzi pubblici; ritrovo in piazza Oberdan alle 17.50 e partenza con il bus della linea 44 alle 18.10, con arrivo a San Giovanni di Duino alle 19.10. Per chi vuole, sarà possibile depositare nel pullmino di supporto ricambi o altro; questo mezzo sarà presente in alcuni punti durante la notte, anche eventualmente per ospitare persone stanche e provate…
Si scenderà dal bus 44 all’altezza della Chiesa di S. Giovanni in Tuba, dove una tabella del CAI stima in 22 ore la completa percorrenza del sent. 1, fino a S. Bartolomeo.
Il primo nucleo della chiesa risale al V secolo, poi nei secoli a venire venne più volte ampliato e l’attuale struttura risale al 1470, per volere dei Signori di Duino. Passata la chiesa si costeggeranno le “Fonti” del Timavo e si andrà ad aggirare il promontorio Bratina, giungendo alla marina del Villaggio del Pescatore.
Usciti dal centro abitato si salirà il costone (incontrando anche il sito dove è stato rinvenuto Antonio, il Dinosauro) e, camminando in mezzo al verde, si arriverà a Duino (h 1 dalla partenza).
Superata la porta di accesso al Castello dei Torre Tasso si andrà a prendere il Sentiero Rilke, uno tra i più famosi e panoramici sentieri del Carso; infatti sono frequenti i belvederi a picco sul mare, con il castello di Duino arroccato sullo scoglio da una parte e la baia di Sistiana dall’altra, con Trieste sullo sfondo. Finito il sentiero si dovrà, gioco forza, fare un bel po’ di asfalto: arrivare alla grande rotonda di Sistiana (h 2 dalla partenza) e percorrere un breve tratto della Strada Costiera (tutto su marciapiede…).
Entreremo nel Borgo San Mauro e, raggiunta la SP1, ci addentreremo nuovamente lungo i sentieri per raggiungere la Torre Piezometrica dell’Acquedotto Randaccio, costruita nel 1929.
Ideale prosecuzione dell’acquedotto romano di Aurisina e Teresiano del Settecento, il “Randaccio” fu l’ultimo acquedotto costruito a Trieste; d’allora in poi il rifornimento idrico della città venne ingrandito, migliorato, potenziato, ma senza mutare un assetto che trovò la definitiva sistemazione negli anni Venti e Trenta del Novecento. La Torre Piezometrica aveva la funzione di rifornire la città con l’acqua prelevata dal Sardos, mantenendo costante la pressione idrica nelle tubature e uniformando le variazioni di pressione interne all’acquedotto, man mano che confluiva nelle fontane e rubinetti cittadini. Non era una tecnologia nuova; strutture del genere si erano affermate nell’ottocento ed erano state costruite man mano che in città aumentava il fabbisogno idrico.
In breve si arriverà alla vedetta “Tiziana Weiss” (h 3 dalla partenza), intitolata alla “solare” e giovane alpinista triestina caduta nel luglio del 1978, a soli 26 anni. Qui avremo del tè caldo fatto sul momento dal nostro “angelo custode”, il primo incontro con la Donna del Tè Patrizia, accompagnata anche da Martina.
Dopo la sosta si continuerà lungo il ciglione, si toccherà il Belvedere Dougan e si attraverserà la linea ferroviaria tramite un solido ponte in pietra. Entreremo così sulla “strada della salvia”, altro spettacolare percorso panoramico sul golfo di Trieste ma, a metà circa di questa, la si abbandonerà per risalire sull’altopiano carsico.
Si incontrerà di lì a poco la Vedetta Liburnia (ora l’accesso è interdetto, ma la Sezione CAI di Fiume, per il celebrare il suo centenario di fondazione, nel 1985 l’aveva attrezzata con una scala e un ballatoio sommitale) e attraversando il bosco Babica si arriverà a Santa Croce (h 4,30 dalla partenza).
Attraversato il paese si salirà alla Vedetta Slataper sul monte S. Primo e poi con un lungo percorso immerso nel verde si toccherà Prosecco (h 5,30 dalla partenza). In uno spiazzo, incrocio di vari sterrati, ritroveremo la nostra macchina d’appoggio e del tè caldo ad aspettarci.
Ripreso il cammino si arriverà al monumento in cemento con le tre cuspidi e si andrà verso la Chiesetta di S. Maria della Salvia. A questo incrocio si girerà a destra verso lo stagno di Contovello e, per un viottolo, si arriverà all’abitato di Contovello (“È questo un grazioso borgo affacciato sul mare e deve il suo nome (così dicono…) perché era usato per la segnalazione delle navi di passaggio, allora tutte con vele, contare le vele…”).
Si attraverserà poi la Strada del Friuli e, passando per il Borgo San Nazario, si arriverà alle pareti sotto il Santuario di M. Grisa (Belvedere Cozzolino), per proseguire sulla “Napoleonica”, forse la strada più amata dai triestini.
Arrivati all’Obelisco (h 7,30 dalla partenza) potremo rivedere la nostra macchina di supporto; poi si andrà verso il campeggio e la seguente carrareccia che corre sul ciglione, toccando la Sella di Banne prima e il Valico di Trebiciano poi.
Con leggera salita si arriverà alla Vedetta Alice, sul Globojner, e al valico di Monte Spaccato (h 9,30 dalla partenza). Qui ci sarà la vera colazione, con bevande calde e molto altro.
Il percorso proseguirà in direzione Basovizza (senza però raggiungerla…), passando a margine dei Campi di Golf e andando ad attraversare la SS 14 per arrivare al Bosco Bazzoni. In breve ci si affaccerà dal ciglione verso la Val Rosandra e la parte più interna del Golfo di Trieste. Grandioso il panorama!!
Passando sopra le ferrate delle Rose d’Inverno e la Biondi, si arriverà alla chiesetta di San Lorenzo, dal caratteristico tetto in pietra; all’interno un pregevole altare con la statua del Santo e la sua graticola.
Si proseguirà quindi verso il monte Stena, restando di frequente sul bordo che affaccia sulla Val Rosandra e, seguendo il sentiero, si scenderà alla ciclopedonale dell’ex ferrovia Trieste-Kozina.
Superato un breve tunnel si troverà l’indicazione per scendere a Botazzo (h 12,30 dalla partenza), piccolo borgo sorto attorno ai suoi vecchi mulini. Di questi ormai restano poche tracce, qualche muro di sostegno e un paio di macine in qualche angolo, ma forse quello che più dispiace, è la chiusura della trattoria, sempre frequentata dalla moltitudine degli amanti della Valle. Ancora un ultimo sforzo e finalmente si arriverà al rifugio Mario Premuda (h 13.30 dalla partenza), il rifugio “alpino” a più bassa quota d’Italia, di proprietà della Società Alpina delle Giulie. Si deve la sua realizzazione, nel lontano 1940, alla sempre crescente affluenza di “arrampicatori” che si cimentavano sulle pareti calcaree della Valle e la costituzione della Scuola di Roccia della SAG. Qui nacque anche il Gruppo dei Bruti di Val Rosandra e ancora oggi la Valle è molto frequentata.
Nella speranza di avere appoggio al Rifugio per una “degna e meritata” colazione, il gruppo proseguirà poi verso Bagnoli della Rosandra per incontrarsi con la parte “diurna”. Chi volesse terminare la Notturna potrà rientrare verso Trieste con i mezzi pubblici da Bagnoli della Rosandra.
Domenica 3 maggio
Il ritrovo è previsto in Largo Città di Santos al Capolinea del bus n. 40 alle ore 08.10.
Il bus 40 partirà alle ore 08.30 per giungere a Bagnoli della Rosandra alle 09.00.
Ci si incontrerà con il gruppo della Notturna e, dopo un veloce caffè, si inizierà il cammino verso l’Antro di Bagnoli riprendendo il sentiero 1 vicino la vedetta di Crogole.
Seguendo il sentiero nel bosco si arriverà sopra Dolina/San Dorligo della Valle, all’altezza del cimitero e della Sorgente Sgurenz. Fatti alcuni metri di asfalto, ci si addentrerà ancora nel verde, si passerà sopra le enormi cisterne dell’Oleodotto Transalpino e si toccherà Caresana (fontana).
Si proseguirà tra le case, si guadagnerà il colmo della dorsale e ci abbasserà sull’altro versante, sempre immersi nel verde. Si arriverà alla strada che da Aquilinia porta al valico di Caresana/Crociata e si entrerà nella zona dei laghetti delle Noghere; trovando un posto adatto, si farà lapausa pranzo.
Proseguendo si arriverà ad un incrocio: il sent. 1 si snoda lungamente tra capannoni e asfalto e forse converrà invece deviare per un tratto sulla “Traversata Muggesana”, arrivando comunque sopra il valico di Rabuiese.
Da qui si salirà pian piano, su comodo sterrato, verso il monte Castellier, si passerà la Cava di arenaria Gorlato e si arriverà a Santa Barbara. Segue ora un lungo tratto di asfalto che porterà la comitiva a Muggia.
È fortemente raccomandabile una deviazione fino al porticciolo per concedersi un meritato gelato!
Per chi volesse interrompere la diurna a questo punto, vi è la possibilità di rientrare verso Trieste con i mezzi pubblici.
Rinfrancati e rinfrescati, si potrà proseguire con maggior lena lungo la via Ubaldini, che risale il pendio verso Chiampore; si incontrerà a mezza costa la chiesetta di San Sebastiano e sul culmine la Chiesa di Santa Maria Assunta (per tutti, Muggia Vecchia). Anche qui è d’obbligo una sosta, sia per visitarne l’interno, con antichi affreschi e i “plutei del recinto presbiteriale” risalenti al IX secolo e ammirare il panorama verso Trieste e il golfo.
Si continuerà ancora brevemente su questa strada prima di deviare a destra e calarsi verso Zindis, sopra Porto San Rocco. Seguendo la segnaletica, ad un certo punto si devierà a sinistra immergendosi ancora nel verde: si passerà sopra Punta Ronco e, passata la “porta del forte Olmi”, si scenderà definitivamente verso la baia di San Bartolomeo.
Toccata la strada costiera (Punta Sottile) si prenderà a sinistra e si andrà al Cippo del CAI con la targa che riporta: “qui il 6 ottobre 1995 giunse il Cammina Italia, a conclusione di una marcia di 6000 km, partita da S. Teresa in Gallura in Sardegna, che attraverso monti e vallate delle isole e della penisola, ha voluto congiungere in un simbolico abbraccio tutte le genti d’Italia”.
Qui c’è anche un comodo parcheggio e nelle vicinanze la fermata del bus 27 con cui il gruppo rientrerà verso Muggia e poi verso Trieste con la Linea 20.
Difficoltà: Escursionistico (E)
Cartografia: Tabacco 047, scala 1:25.000
sabato 2 maggio
Dislivello: +900/-800 m – Sviluppo: 41 km
domenica 3 maggio
Dislivello: +/- 600 m – Sviluppo: 22 km
Sabato 2 maggio
ore 18.10 partenza con bus linea 44 da p.za Oberdan
ore 08.30 arrivo al rifugio Mario Premuda (Bagnoli della Rosandra)
Domenica 3 maggio:
ore 08.30 partenza con il Bus 40 da Largo Città di Santos
ore 18.30 arrivo a Lazzaretto/San Bartolomeo
Direttori d’Escursione: ANE Cristiano Rizzo e Tullio Gregori
Donna del tè: AE Patrizia Ferrari
numero del cellulare sociale AXXXO: +39 353 4556929 attivo solo nel giorno dell’escursione
Quota Soci CAI € 10,00
Per i non soci supplemento di € 13 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.






