CASCATE DI FANES E MONTE SETTSASS
PARCO NATURALE DELLE DOLOMITI DI AMPEZZO
sabato 30 – domenica 31 agosto 2025
La Sottosezione di Muggia della Società Alpina delle Giulie propone un weekend nel Parco Naturale delle Dolomiti di Ampezzo con escursioni alle Cascate di Fanes e sul Settsass.
AMBIENTE
Il Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo si trova nel cuore delle Dolomiti Orientali ed è uno dei cinque Parchi Regionali del Veneto. Istituito nel 1990 dalla Regione, esso è gestito dalla Comunanza delle Regole d’Ampezzo, istituzione nata ai tempi della colonizzazione celtica e romana con l’obiettivo di salvaguardare l’uso collettivo dei pascoli e delle foreste.
Il parco ha una superficie di oltre 11.200 ettari e si estende a nord di Cortina d’Ampezzo fino al confine con il Trentino-Alto Adige. Inserendosi nel Parco Naturale Fanes – Sennes – Braies, forma un comprensorio di caratteristiche ambientali omogenee di 37.000 ettari. Dei 112 km² del parco, circa un quarto è costituito da riserve. L’area comprende alcuni dei più imponenti gruppi dolomitici, le cui cime più alte superano i 3.200 metri: il Monte Cristallo, le Tofane, Cima Fanes, Col Bechei e la Croda Rossa d’Ampezzo.
Fra le maggiori attrazioni: le cascate di Fànes, la Val Travenànzes, i piani di Lerosa e di Fòsses, la Croda del Bèco, la tormentata vetta della Croda de R’Ancona, aspramente disputata in guerra.
AVVICINAMENTO
Dopo l’accorpamento delle automobili al quadrivio di Opicina, per raggiungere Cortina e il Parco Naturale delle Dolomiti di Ampezzo si valuterà se utilizzare l’autostrada A4 fino a Portogruaro e poi fino a Conegliano (autostrada A28) fino ad immettersi sulla A27 fino a Ponte nelle Alpi e poi proseguire sulla statale 51 oppure se utilizzare l’autostrada A4 fino a Carnia e proseguire dal passo della Mauria e passo Tre Croci. Al momento della redazione del programma le frane che hanno interessato il Cadore rendono impossibile percorrere l’ultimo tratto della statale 51 Alemagna, ma una scelta sarà presa al momento della partenza.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Sabato 30 agosto: dopo aver raggiunto il parcheggio presso il Centro Visitatori del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo ci si incammina seguendo il sentiero CAI n° 10, proseguendo fino a Pian de Loa dove si continua verso il Ponte Outo e da lì a breve si raggiunge una zona attrezzata con panche e tavoli. Da questo punto si stacca il percorso attrezzato per la Cascata Fanes di Sotto (via Ferrata Giovanni Barbara). Chi non intendesse percorrere la ferrata attenderà il gruppo dei “ferratisti” presso l’area attrezzata per il pranzo al sacco.
via ferrata: svoltare a destra; sul sentiero segnato di blu («Via ferrata Giovanni Barbara«) in avanti, fino alla cengia detritica della parete meridionale della gola. Attraverso una lunga cengia rocciosa (fune d’acciaio) per 100 m; salire a sinistra alla cascata Fanes di Sotto. Passare sotto la cascata poi, oltre una forcella (funi d’acciaio), proseguire in un canalone di blocchi. Scendere attraverso il canalone fino al fondo della gola. Inizialmente a sinistra del torrente poi (ponte) sulla sponda destra e là di nuovo sotto la parete meridionale della gola. Quindi sulla “Via ferrata Lucio Dalaiti” che, su una stretta cengia rocciosa, sale per 4 m attraverso un’articolata parete (fune d’acciaio). Sulla cengia rocciosa (fune d’acciaio), si prosegue salendo attraverso una parete alta 3 m, una ripida fiancata alta 4 m percorribile con pochi passi e una fessura nella roccia. Girare, infine, intorno ad un angolo e salire alla strada che, verso destra, riporta al punto di partenza (tempo di percorrenza del giro circa un’ora).
A questo punto chi ha attraversato il percorso delle Cascate Fanes di Sotto si unirà agli altri rimasti in attesa nell’area pic-nic e dopo una breve sosta si prosegue sul sentiero del Canyon delle Cascate intraprendendo una breve salita, al termine della quale si scende a destra per attraversare il Rio Fanes su una prima passerella; il sentiero sale ora sulla sinistra orografica a strette serpentine; dopo aver passato un piccolo ghiaione, si torna ad attraversare il torrente su un secondo ponte, alla base di una rampa dove il Rio Fanes forma una lunga e spettacolare cateratta. Si prosegue vicini alla sponda del torrente, ora attraverso bosco fitto, ora più rado. In breve si giunge alla base dell’ultimo e spettacolare balzo, lo “Sbarco de Fanes”; la vista sulle cascate è davvero notevole, soprattutto in primavera quando l’acqua del disgelo delle nevi ingrossa notevolmente il Rio Fanes. Un breve percorso attrezzato (Cengia De Mattia), evitabile con un sentiero a sinistra, consente di passare inaspettatamente lungo una cengia dietro alla cascata, risalire per pochi metri e dopo aver riattraversato il torrente su una comoda passerella i due gruppi si riuniranno. A questo punto si rientrerà al parcheggio presso il Centro visitatori del Parco e si raggiungerà l’Hotel Croda Rossa a Carbonin (Dobbiaco).
Escursione particolarmente adatta a chi vuole avvicinarsi al mondo delle vie ferrate. Una facile e breve ferrata nella valle di Fanes attraversata dal fiume Boite, percorribile in tutta tranquillità. Attenzione ad eventuali tratti di roccia umidi e quindi scivolosi.
Domenica 31 agosto: Dopo aver lasciato l’Hotel Croda Rossa a Carbonin si scenderà con le automobili lungo la SS51 fino a Cortina, per poi risalire lungo la SS48 verso il passo Valparola dove saranno parcheggiate le automobili. Dal Passo Valparola, suggestivo giro ad anello attorno al Monte Settsass, che vanta di essere in una posizione tra le più panoramiche di tutte le Dolomiti. Infatti, per tutta la durata dell’escursione e, soprattutto, al raggiungimento dell’omonima cima, questo percorso ci offre la ricorrente possibilità di godere una serie di favolose e spaziose vedute di parecchi gruppi montuosi ben conosciuti. Inoltre, non presenta nessuna difficoltà tecnica, rendendolo accessibile praticamente quasi a chiunque. Il punto di partenza è il Passo e Rifugio Valparola, ed è proprio dietro di quest’ultimo che iniziamo la nostra camminata imboccando il sentiero CAI 24, lasciandoci alla nostra sinistra il piccolo Lago di Valparola. Appena aggirato alla nostra destra il Piz Ciampei, si apre uno splendido e vasto panorama settentrionale che si affaccia sulla rinomata Val Badia e sul massiccio monte del Piz Dles Conturines, che ci accompagnerà praticamente sino al raggiungimento della cima. Il proseguimento lungo questa prima parte è caratterizzato da un’ambientazione mista prativa-rocciosa, con vari sali e scendi. Superiamo, quindi, il Vallone Pudres e giungiamo alla località de Le Pizades, a circa due ore di camminata dalla partenza, dalla quale prestiamo attenzione alla traccia segnalata che sale con buona pendenza sinistra e, che abbandona il sentiero 24, ad un’ora dal raggiungimento della cima: questo tratto di percorso, è quasi totalmente roccioso e richiede un po’ di attenzione nell’appoggio dei piedi, ma non è eccessivamente ripido ed è sufficientemente segnalato. Raggiunta la Cima Settsass, a 2571 m di altitudine, il panorama che si apre da questa vetta è assolutamente immenso e stupefacente, con la possibilità di intravedere innumerevoli monti e gruppi montuosi Dolomitici: partendo con lo sguardo da Nord, in senso orario riconosciamo il Piz Dles Conturines, le Punte di Fanes, il Lagazuoi, delle Dolomiti Orientali di Badia, il Sorapiss, l’Antelao, l’Averau, il Nuvolau, le Tofane, delle Dolomiti Ampezzane e Cadorine, il Pelmo, il Civetta, delle Dolomiti Zoldane, le Pale di San Martino, il Gruppo del Sella, il Puez. Per continuare l’itinerario siamo obbligati a scendere a ritroso dalla cima fino a ritornare al bivio dell’ultima deviazione, riprendendo nuovamente il sentiero CAI 24 in direzione ovest finché troviamo l’incrocio dei sentieri CAI 24 e 23. Da qui, cambiamo decisamente sentiero, svoltando a sinistra ed imboccando il sentiero CAI 23 portante le indicazioni Forcella – Sief – Sattel – Col di Lana, che conduce diritti al Rifugio Valparola. Anche questo sentiero, che permette di aggirare nuovamente il Settsass e Le Pale di Gerda, questa volta dal versante meridionale, è accompagnato da una serie di suggestive vedute, soprattutto verso i manti erbosi alle pendici del Col di Lana. Manteniamo, quindi, il sentiero principale sino alla fine del percorso ad anello, caratterizzato da vari sali e scendi prima su tratto erboso poi su terreno roccioso che richiede sempre attenzione nell’appoggio dei piedi; incontreremo una deviazione sulla sinistra che permette di percorrere la sella fra le cime Settsass e Piccolo Settsass e che eviteremo. Si continua fino ad incontrare il successivo bivio che conduce al Passo Sief, e sul quale si trova l’omonimo bivacco. Continuiamo a perdere quota, aggirando nuovamente i costoni rocciosi delle Pale di Gerda e attraversando, successivamente, il bosco de La Viza. L’ultima parte del percorso, invece, che lievemente ricomincia a salire in località Le Laste, è caratterizzato dal passaggio obbligato di un tratto attrezzato con fune metallica e pioli, facilmente e tranquillamente agibile. Infine, percorriamo un breve e semplice tratto che ci riporta al Passo Valparola.
Difficoltà: Escursionisti Esperti con Attrezzature (EEA) per la ferrata
Dislivello: +/- 865 m
Sviluppo: 16 km
Obbligatorio utilizzo di casco, imbrago e kit da ferrata omologati per la ferrata di sabato
ore 06.30 ritrovo a Muggia presso il parcheggio ex Cantiere Alto Adriatico
ore 07.00 ritrovo al parcheggio presso il quadrivio di Opicina
Escursione con mezzi propri
Direttore d’escursione: Stefano De Monte
Quota Soci CAI € 85
Per i non soci supplemento di € 25,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
La partecipazione alla gita è libera ma l’iscrizione è obbligatoria e va effettuata presso la Sede della Sottosezione di Muggia o telefonicamente. Le iscrizioni avranno inizio il lunedì 28 luglio 2025, nell’orario di segreteria, e prevede il versamento di una caparra di € 40,00. Si ricorda che la prima settimana è riservata ai soci della Sottosezione.
Il saldo dovrà essere versato entro giovedì 28 agosto 2025.
Per i non soci va effettuata in sede con versamento della quota di partecipazione e della quota assicurativa entro giovedì antecedente l’escursione nei consueti orari di apertura della
Segreteria (lun-gio 18.30-20.00).
In caso di mutamenti atmosferici particolarmente significativi che potrebbero in qualche modo condizionare il regolare svolgimento dell’escursione, il Referente ha facoltà di modificare l’itinerario o di annullare l’escursione, tale decisione verrà presa alla partenza o durante la percorrenza dell’itinerario.
I tempi di riferimento sono puramente indicativi, dipenderà molto dai partecipanti e dall’andamento dell’escursione e, come sempre, dalle condizioni meteo.
I partecipanti non devono abbandonare il gruppo e lasciare il percorso senza preavviso al Referente.
L’escursione si svolge con mezzi propri, pertanto i partecipanti sono tenuti ad automunirsi ovvero ad accordarsi con partecipanti automuniti.






