MONTE CIVETTA
SALITA LUNGO LA VIA FERRATA “DEGLI ALLEGHESI” E DISCESA LUNGO LA VIA NORMALE “PIOVANEL”
mercoledì 30 e giovedì 31 luglio 2025
mercoledì 30 luglio: partenza da Opicina Quadrivio. Pala Favera (1.507m), Casera di Pioda (1.816m), Rifugio A. Sonino Al Coldai (2.132m). Cena e pernottamento.
giovedì 31 luglio: Rifugio A. Sonino Al Coldai (2.132m), Sentiero “Tivan”, Schenal del Bech (2.420m), Via Ferrata “degli Alleghesi”, Civetta (3.220m), Rifugio M.V. Torrani (2.984m), Via Normale “Piovanel”, Passo del Tenente, Sentiero “Tivan”, Rifugio A. Sonino Al Coldai (2.132m), Pala Favera (1.507m). Rientro a Trieste
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono una lunga e impegnativa escursione nelle Dolomiti di Zoldo per raggiungere la cima di una delle montagne più maestose, il Civetta (El Zuìta in ladino veneto), posto a cavallo tra la Val Zoldana e quella Agordina.
La maestosa mole del Civetta si affianca a quella del vicino Pelmo e a quella dell’Antelao, rendendo le loro sagome riconoscibili e inconfondibili da lontano.
La cima sarà raggiunta sfruttando le attrezzature della ferrata Alleghesi e discesa per la Via Normale “Piovanèl”.
La montagna ha un’architettura maestosa, una muraglia rocciosa formata da una serie di torri e creste alte più di mille metri. La ferrata Alleghesi è sicuramente una delle più belle vie attrezzate delle Dolomiti, con un percorso molto impegnativo per la lunghezza e il dislivello.
Si sviluppa inizialmente lungo il verticale spigolo orientale della Punta Civetta, per continuare con l’aerea e panoramica cresta nord-est, prima sulla Punta Tissi ed infine sulla vetta.
Un itinerario straordinario ma molto lungo (impegnativa anche la discesa!), al momento ancora con vari tratti innevati per cui sarà richiesto l’uso di piccozza e ramponi, il cui uso verrà deciso definitivamente al mattino della partenza.
AVVICINAMENTO
Il viaggio, con partenza dal parcheggio del Quadrivio di Opicina, prevederà l’utilizzo dei mezzi propri e del pulmino sociale con breve sosta lungo il tragitto. Raggiunta la località di Palafavera (BL), alla testa della val di Zoldo, un paio di chilometri prima del Passo di Staulanza, che mette in comunicazione la stessa Val di Zoldo con la Val Fiorentina, verranno parcheggiati i mezzi.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Dall’ampio piazzale del rifugio Palafavera 1.514 m inizia la carrareccia (sentiero CAI n° 564) che sale in direzione del Col dei Baldi fino all’ampio avvallamento prativo della casera Pioda 1816 m. Dalla malga, abbandonata la strada forestale, si devia a sinistra per salire con il sentiero CAI N° 556, al bel pulpito panoramico del Rifugio Adolfo Sonino al Coldai, meta della giornata (circa due ore e mezza di cammino).
Gran parte del pomeriggio sarà libero, e lo si potrà utilizzare per visitare il meraviglioso Lago Coldai, di origine glaciale, situato alle spalle del Rifugio, dietro l’omonima Forcella Coldai (quota 2191 m). Occasione per cambiare prospettiva di vista del Civetta, e ammirare la maestosa e imponente parete che guarda il versante del lago di Alleghe.
Cena e pernottamento al rifugio.
Al mattino successivo, sveglia presto e colazione alle ore 6.30 per affrontare l’impegnativa e lunga giornata in cui sarà necessario rimanere nei tempi previsti dal programma. Il materiale della notte e quello in eccesso potrà essere lasciato al Rifugio, dove comunque si passerà al rientro dalla ferrata.
Dal rifugio si prosegue inizialmente in direzione della forcella Coldai, per deviare subito a sinistra e continuare con il sentiero CAI N° 557, chiamato Sentiero Tivan. Si aggira la testa della Val de le Ziolère e si cammina alle pendici della Torre Coldai sino a raggiungere un primo tratto attrezzato che supera una facile paretina rocciosa e raggiunge la bella sella Crodolon. Si continua a mezzacosta con dolci sali-scendi, si supera un nuovo costone attrezzato, per terminare alla Porta del Masarè 2300 m alle pendici del Schenal del Bech.
Punto straordinario per ammirare le maestose pareti del versante orientale del Civetta. Qui si lascia il Sentiero Tivan per seguire, verso destra, una grande freccia rossa che indica la deviazione per la ferrata. Attraversato un ghiaione e aggirato un gradino roccioso si raggiunge una cornice erbosa, dove si trova l’attacco della Ferrata Alleghesi, costruita nel 1966. (circa 1 ora e 30’ dal rifugio Coldai).
Non ci sono altre indicazioni o tabelle, soltanto un cavo che supera un’articolata rampa e conduce alla base dello spettacolare spigolo orientale della Punta Civetta.
L’inizio è un muro verticale ed esposto, attrezzato con pioli, staffe e una scaletta. Questo primo tratto è il “punto chiave” della via, in seguito la ferrata non presenta più passaggi tecnici difficili, ma si caratterizza per la lunghezza, per la fatica accumulata e per la massima esposizione.
Si continua alternando ripidi camini a brevi cenge, fino ad uno scuro diedro che si supera grazie ad una serie di staffe. Usciti dal tetro budello si continua sempre sul versante est, vista Val di Zoldo, e con una serie di facili paretine, ricche di appigli e appoggi, si raggiunge un’aerea cengia.
Finalmente si tira il fiato per ammirare una strepitosa vista sulle cime delle torri Valgrande, Alleghe e Coldai.
La cengia, non attrezzata e discretamente esposta, traversa una forcella a quota 2850 m e aggira a sinistra lo sperone terminale della Punta Civetta. All’improvviso ci si affaccia sull’impressionante precipizio della parete ovest, a perpendicolo sopra il lago di Alleghe. In un ambiente di rara bellezza, tra fantastiche quinte rocciose e paurosi baratri, con divertenti passaggi tra cornici e creste, si ritorna sul versante zoldano. La ferrata Alleghesi continua, da questo punto, sul filo della frastagliata cresta nord-est del Civetta. Si supera il bivio con la deviazione per raggiungere direttamente il rifugio Torrani, e si prosegue su un’articolata parete che conduce al terrazzino detritico della Punta Tissi (2992 m), un piccolo ghiaione pensile che incute timore visto da lontano, ma che in realtà si affronta senza difficoltà.
Si osserva dal basso l’incombente piramide rocciosa finale della montagna, che si affronta con un nuovo tratto verticale, ricco di appigli, ma sempre molto esposto. Si esce sulla cresta sommitale, discretamente larga, ma molto aerea, e con grande emozione si raggiunge la cima del monte Civetta 3220 m (3.30 h) Ovviamente panorama immenso, ma con una prospettiva particolare, quella di poter ammirare soprattutto le vette dei giganti dolomitici quali: il Pelmo, l’Antelao, la Moiazza, la Marmolada, le Tofane.
La sosta in vetta sarà minima, dedicata a qualche scatto ricordo, per iniziare poi la discesa. Dalla cima si scende lungo il pendio est, friabile e con qualche roccetta attrezzata, e in circa venti minuti si arriva al rifugio Torrani (2984 m). Incredibile ricovero abbarbicato sulle rocce del monte Civetta inaugurato nel 1938, costruito sotto la guida dell’alpinista Attilio Tissi. La spettacolare terrazza panoramica invita a fermarsi per la notte nel piccolo rifugio, ma noi godremo solo di una breve sosta per rifocillarci.
Dal rifugio Torrani si scende lungo l’originaria Via Normale chiamata del Piovanèl, soprannome dato al montanaro zoldano che intorno al 1850 aprì questa via.
Raggiunto il bivio con la Ferrata Tissi, si scende a sinistra, per affrontare una serie di camini e pendii detritici, discretamente esposti e non attrezzati. Quando iniziano le difficoltà si ritrova il cavo metallico che aiuta a scendere alcune placche molto ripide e alcune paretine articolate ricche di appigli.
La discesa continua sempre sicura e divertente, fino al passaggio più caratteristico della via, una spettacolare cengia rocciosa inclinata, che conduce al Passo del Tenente, sotto un bel tetto roccioso. Un’ultima liscia placca, che si affronta con una serie di nuove staffe ad anello, conduce al grande ghiaione alla base della parete orientale.
Molto probabilmente la neve residua sarà ancora molta, per cui sarà necessario l’uso di piccozza e ramponi per procedere in sicurezza. Si continua la discesa sull’impegnativo pendio detritico, tra sfasciumi e ghiaino friabile, fino ad incrociare il sentiero Tivan. Lo si segue a sinistra, per aggirare in leggera salita il contrafforte roccioso chiamato Crepa Bassa, da dove si ammira nuovamente il verticale spigolo della Punta Civetta.
Raggiunta nuovamente la Porta del Masarè e la deviazione per la ferrata, si ritorna al Rifugio Sonnino al Coldai lungo lo stesso itinerario della salita. Una breve pausa per una meritata birra e un brindisi alla giornata trascorsa, per iniziare poi la discesa verso Palafavera che si raggiungerà in circa un’ora e mezza.
Rientro in serata a Trieste.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE) – Escursionisti Esperti con Attrezzature (EEA)
Dislivello: merc. + 650 m – giov. + 1500/- 1800 m
Cartografia: Carta Tabacco 015, in scala 1:25.000
Percorso in via ferrata – Dotazione per vie ferrate: casco, imbrago, set da ferrata omologato EN 958-2017, guanti.
Necessaria dotazione di piccozza e ramponi per la progressione su tratti innevati !
Percorso riservato a escursionisti molto allenati e in grado di muoversi su terreni ripidi e esposti!
Per il Rifugio OBBLIGATORIO IL SACCO LENZUOLO !
mercoledì 30 luglio ore 8.00 ritrovo e partenza dal quadrivio di Opicina.
Escursione con mezzi propri e pulmino sociale
Direttori di Escursione: ANE Cristiano Rizzo e AE Maurizio Toscano
Quota Soci CAI € 75,00
Per i non soci supplemento di € 25,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Posti limitati a 18 partecipanti, Direttori di Escursione compresi.
Iscrizioni validate con il versamento della caparra di € 30
– TRASPORTO IN PULMINO: quota calcolata in base al numero di occupanti, escluso il conducente, comprensiva di autostrada, carburante e quota chilometrica per la gestione pulmino CAI XXX OTTOBRE (si stima circa € 25 a testa per gli 8 occupanti).
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30






