IMBRATTATA LA VAL ROSANDRA: REITER E TAMETTA SU “IL PICCOLO”
Val Rosandra, rocce imbrattate con lo spray nella riserva naturale.
Raid vandalico nell’area delle pozze.
Il CAI: «Uno sfregio ambientale e culturale»
«Immagini che chi frequenta la montagna o semplicemente ama la natura non vorrebbe mai vedere: le rocce carsiche che costeggiano il Rosandra, nel cuore della riserva naturale, imbrattate e deturpate con la vernice. Uno scempio dinanzi al quale sentiamo il dovere di non far finta di nulla, perché l’unico sentimento possibile è un profondo e sincero sdegno». Parole dure e dense di amarezza quelle di Massimiliano Reiter, presidente della Società Alpina delle Giulie (Sezione CAl Trieste).
Nella zona delle pozze del torrente Rosandra, molto frequentata in questo periodo di grande caldo dai bagnanti, sono stati realizzati disegni e scritti con la vernice spray sulla preziosa roccia carsica, scolpita nel corso dei millenni dalla forza della natura. Un episodio grave, che va ben oltre il “semplice” vandalismo: un oltraggio alla natura e alla cultura ambientalee alpinistica triestina.
«Uno sfregio ambientale e culturale che ferisce tutta la nostra comunità», sottolinea Reiter, «la natura impiega millenni per creare un paesaggio straordinario, mentre all’idiozia umana bastano un minuto e una bomboletta per rovinarlo. La Val Rosandra è un ecosistema unico e fragile, protetto a livello europeo, ed è anche la culla dell’alpinismo triestino, una scuola di roccia a cielo aperto e un luogo presente nell’anima di intere generazioni di triestini e non. Vedere la pietra viva del Carso trattata come una lavagna da qualche imberbe incivile non è soltanto una bravata». «Agli autori di questo gesto», continua il presidente del sodalizio, «vogliamo dire chiaramente che hanno dimostrato, oltre al loro quoziente intellettivo, una totale mancanza di rispetto perla terra che li ospita e per tutti noi. Facciamo un appello accorato a tutti i frequentatori della valle, escursionisti, climber, cittadini, affinché diventino custodi attivi del territorio. Non giriamoci dall’altra parte e segnaliamo tempestivamente alle autorità ogni comportamento sospetto: la tutela di questo paradiso dipende dagli occhi e dalla coscienza di ognuno di noi».
«Come associazione siamo pronti a tare la nostra parte offrendo fin d’ora il nostro supporto all’ente gestore della riserva e al Comune», aggiunge Reiter, «la montagna e il Carso ci insegnano da sempre il limite e il rispetto e chi non è in grado di comprenderlo semplicemente non è degno di frequentare questi luoghi. Difendiamo, uniti, la bellezza e l’integrità del nostro territorio».
Particolarmente colpita dall’accaduto anche Giorgia Tammetta della Scuola Nazionale di Alpinismo “Emilio Comici”: «Purtroppo quanto accaduto non è l’unico problema legato al degrado nella zona e alla gestione della riserva naturale, che intanto è passata al Comune. Ci vorrebbero più controlli in particolare nella zona delle pozze. Ci sono giovani che si piazzano là con la musica ad alto volume e gente che si butta nelle pozze unta di crema solare. Stiamo parlando di una riserva naturale preziosa. Non si può andare avanti cosi».
Piero Tallandini
Il Piccolo, sabato 27 giugno 2026






