FERRAGOSTO AL PASSO SAN PELLEGRINO
Sent. Attr. “Bepi Zac”, Sent. Attr. “Federspiel”, Via Ferr. “Gadotti”
venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 agosto 2026
Venerdì 14 agosto: partenza da Quadrivio Opicina, sosta durante il percorso, Passo di San Pellegrino (1.920m), Sforcela del Ciadin (2.664m), (eventuale Punta de la Valate 2.837m), Cima de Costabela (2.762m), Sentiero Attrezzato “Bepi Zac”, Rifugio Passo delle Selle (2.528m). Cena e pernottamento.
Sabato 15 agosto: Rifugio Passo delle Selle (2.528m), Punta Alochet (2.582m), Alta Via “Bruno Federspiel”, Sforcela de Ricoleta (2.428m), Malinvern (2.630m), Forcela de la Costela (2.529m), Punta di Valacia (2.637m), Sas da le Undesh (2.501m), Rifugio Vallacia (2.275m). Cena e pernottamento.
Domenica 16 agosto: Rifugio Vallacia (2.275m), Forcella Valacia (2.468m), Bivacco “Donato Zeni”, Via Ferrata “Franco Gadotti”, Sas da le Duodesh (2.446m), Sas Aut (2.555m), Forcella Baranchie (2.659m), sentieri 616, 620, 624 fino alla Passerella (1.433m). Rientro a Trieste in serata con sosta lungo il percorso.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’escursione di tre giorni nelle Dolomiti di Fassa e nel Gruppo dei Monzoni per percorrere sentieri attrezzati e vie ferrate ricavati seguendo linee di appostamento italiane e austriache della Prima Guerra Mondiale.
Un pò di storia…
Nel mese di maggio 1915 tra i vasti prati del Passo San Pellegrino si verificarono i primi sconfinamenti italiani nell’allora territorio austriaco. Gli austriaci però, erano ben appostati poco oltre il Passo San Pellegrino e sul sovrastante Passo delle Selle, ove costruirono un piccolo villaggio. Fu in questo modo preclusa ogni possibilità di avanzata verso la Val di Fassa. Il conflitto italo – austriaco si spostò allora sulle creste di Costabella, dove alterne vicende determinarono, a spese di molto sangue, vari spostamenti di confine, con rilievi che diventavano ora italiani e, dopo qualche giorno, di nuovo austriaci. In particolare, merita di essere ricordata la battaglia del marzo 1917 per il possesso di Cima Costabella, dove tonnellate di piombo e granate si riversarono sugli appostamenti con effetti devastanti per i soldati italiani che li presidiavano. Alla fine di ottobre di quell’anno, gli austriaci sfondarono sul fronte isontino, il fronte dolomitico venne abbandonatoe fra queste montagne ritornò la pace e il silenzio. La zona si presenta ancora oggi ben conservata: caverne, trincee, postazioni, fondamenta di baracche. Nel tratto iniziale troviamo la camerata austriaca dei “KAISERSCHÜTZEN” ancora originale e nel tratto finale possiamo visitare l’osservatorio Italiano che custodisce all’interno la mostra permanente “Guerra alla Guerra”. Si tratta di una serie di pannelli portati in quota nell’estate del 2005 su cui sono fissate una raccolta di fotografie dell’anarchico tedesco Ernst Friedrich pubblicate una prima volta nel 1924 e in cui denunciava gli orrori della guerra. Distruzioni, fosse comuni, esecuzioni, campi di battaglia devastati dall’artiglieria sono rappresentati in tutta la loro crudeltà.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
La partenza avverrà da Opicina Quadrivio lato Banne, sosta lungo il percorso, fino a raggiungere il passo San Pellegrino. Parcheggiati i mezzi si inizierà la salita lungo comoda strada e sentiero poi, fino a incontrare le ripide ghiaie che conducono alla Sforcela del Ciadin a quota 2.664 m. Qui, il gruppo dei più allenati, in caso di tempo stabile e nel rispetto dei tempi di percorrenza, potrà scegliere di svoltare a destra sulla cresta (sali-scendi) che conduce alla Punta de la Valate e all’Om Gran. Il resto del gruppo potrà invece proseguire lungo la Cresta de Costabela iniziando così ufficialmente il Sentiero Attrezzato “Bepi Zac”.
L’Alta via Bepi Zac è intitolata nel 1981 al noto alpinista fassano Bepi Pellegrin (detto Zac), grande appassionato di storia locale. Bepi Zac era anche il rifugista che lavorava al Rifugio di Passo delle Selle – dove ha inizio l’Alta Via – ora passato di mano al figlio Floriano. Nel corso del 2020 è stata oggetto di manutenzione.
Da qui, un susseguirsi di canalini, cenge, sentieri di cresta, caverne di Guerra e cavi (la via è molto ben protetta) conducono in poco meno di tre ore alla meta della giornata, il Rifugio passo delle Selle. Dopo la sistemazione si potrà decidere, in autonomia, di effettuare qualche piccola escursione nei dintorni in attesa dell’ora di cena.
Al mattino successivo si inizierà l’escursione lungo il sentiero Bruno Federspiel che, a differenza del Bepi Zac però, è molto meno frequentato, probabilmente a causa di una maggiore difficoltà e dell’impegno fisico richiesto per i tanti saliscendi. Si inizia così lungo la panoramica Cresta de le Sele, disseminata di fortificazioni tra le quali diverse caverne. Con facilità si raggiunge e si oltrepassa la prima elevazione della giornata: la Punta Alochet (m 2582).
Poco oltre questa incontriamo la zona dove le rocce calcaree vengono bruscamente sostituite dalla scura roccia vulcanica che forma i Monzoni. Ma prima una breve crestina rocciosa attrezzata con il cavo segna l’inizio della Via Bruno Federspiel. Presso una insellatura sorvegliata da grossi gendarmi scuri ha inizio la risalita verso la punta dei Rizzoni.
Spezzoni di cavo aiutano nel superamento dei tratti più esposti ma diversi passaggi sono privi di attrezzature e richiedono sempre cautela. Cengette inclinate e ponticelli in legno conducono in breve al passaggio più impegnativo della traversata: una paretina da risalire con l’aiuto di cavo e pioli. Ancora un punto esposto e il sentiero si riporta in cresta passando ora sul versante affacciato alla valle del San Pellegrino.
Dopo la breve deviazione per arrivare al punto più elevato dello Spiz de Tariciogn (m 2647), ha inizio la veloce discesa verso la Forcela de Ricoleta, piccolo intaglio terroso lungo la linea di cresta. È durante questa discesa e nel tratto successivo che si può apprezzare bene la natura dei Monzoni, dirupati e scoscesi sul versante nord, verdi e inclinati sul quello sud.
Tagliando ora le ripide pale erbose si arriva allo Spiz de Ricoleta e quindi al Malinvern (m 2630), riguadagnando quasi tutto il dislivello appena perso. La discesa ci conduce ora alla Forcela de la Costela, da dove inizia la discesa finale verso la meta della giornata, non senza aver però raggiunto il Sas de le Undesh, cima molto panoramica. La giornata volge ora al termine, scendendo verso il Rifugio Vallacia, un piccolo gioiello incastonato sotto la Cresta dei Monzoni. Una meritata birra suggellerà il Ferragosto, in attesa della cena e del momento conviviale condiviso.
Al mattino successivo si risalirà il sentiero sceso il giorno prima, raggiungendo la Forcella Valacia e iniziando una ripida e delicata discesa verso il Bivacco Donato Zeni.
Da qui inizia la Via Ferrata Donato Gadotti, molto ben assicurata, divertente, che alterna tratti attrezzati a sentieri e canalini liberi, che conducono a un’ampia sella e da qui alla vetta del Sas de le Duodesh.
Il panorama è indescrivibile, con molte cime dolomitiche all’intorno. Non molto lontana, più alta, la cima del Sas Aut, che raggiungeremo successivamente. La pausa pranzo non ci ruberà molto tempo, poiché bisogna proseguire lungo tratti ancora attrezzati ed esposti, fino a giungere alla Forcella Baranchie e alla Punta di Valacia.
Da qui in poi (a parte una breve risalita) è tutta discesa, più di mille metri che ci condurranno alla Passerella, dove sarà possibile trovare i mezzi che ci condurranno poi al passo San Pellegrino.
Il rientro a Trieste è previsto in serata con sosta lungo il percorso.
Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) e EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzature)
Venerdì DL: + 1000/-300 m – SV: 7 km
Sabato DL: + 700/-1000 m – SV: 9 km
Domenica DL: +900 /-1650 m – SV: 11 km
Cartografia: Tabacco 06 – Val di Fassa e Dolomiti Fassane, scala 1:25.000
Percorso in via ferrata – Dotazione per vie ferrate: casco, imbrago, set da ferrata omologato EN 958-2017, guanti, lampada frontale per i tratti in galleria.
Percorso riservato a escursionisti esperti e allenati.
Venerdì 14 agosto ore 6.00 partenza con mezzi propri e pulmino sociale da Opicina Quadrivio.
Direttori di Escursione: ANE Cristiano Rizzo e Tullio Gregori
Posti limitati a 15 partecipanti, Direttori di Escursione compresi.
Iscrizioni a partire dalle 17.30 di lunedì 20.07 con il versamento della caparra € 50
Disponibili 6 posti per SAG e 7 posti per AXXXO.
Quota Soci CAI € 215,00 comprensiva di trattamento “mezza pensione” presso i Rifugi, tassa di soggiorno, quota di iscrizione (bevande escluse).
Per i non soci supplemento di € 40 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
In Rifugio OBBLIGO di sacco lenzuolo, ciabatte proprie, asciugamano
Trasporto in pulmino: quota chilometrica calcolata in base al numero di occupanti, escluso il conducente, comprensiva di autostrada, carburante e quota per la gestione pulmino XXX Ottobre.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 a partire da lunedì 20 luglio.





