ESCURSIONE “STORICA” SUL M. NERO/KRN E DINTORNI
sabato 28 e domenica 29 giugno 2025
Sabato: Planina Kuhinja, parcheggio (1000 m), deviazione per la Cappella Bes (1228 m), Gomiščkovo Zavetišče (2182 m), Monte Nero/Krn (2244 m).
Domenica: dal rifugio alla Sella Sonza (2058 m), sentiero di guerra sul versante nord del Monte Rosso/Batognica, Batognisko sedlo (2068 m), monumento Piramide al Peski (1975 m), sentiero di guerra al Rdeči Rob, Pl. Leskovca (1226 m), Koča na planini Kuhinja (1020 m), parcheggio.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’interessante escursione che unirà sia l’aspetto prettamente “montanaro”, con la salita al monte Nero/Krn, che quello storico, percorrendo in parte sentieri al di fuori delle solite traversate che si fanno generalmente tra queste montagne, derivati dalle straordinarie opere che fecero i soldati, italiani e austro-ungarici, che qui si fronteggiavano tra il 1915 e il 1917 – note storiche di Livio Marassi.
AVVICINAMENTO
Da Opicina quadrivio (luogo di ritrovo e partenza) si prenderà il raccordo autostradale fino al Lisert, dove prenderemo la SS 55 del Vallone. Arrivati a Gorizia, passeremo in Slovenia tramite il valico della Casa Rossa e seguiremo le indicazioni per Tolmin. Un po’ prima di Kobarid/Caporetto, svolteremo a destra per Kamno, Vrsno e Krn. Si parcheggerà poco sotto il rifugio della Planina Kuhinja.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Si comincerà a salire per l’evidente traccia che più o meno regolarmente risale l’ampio pendio del monte Nero, il così detto “Lavador” (il piano inclinato dove le lavandaie lavavano il bucato) e ad una svolta (q. 1150 m) si devierà verso sinistra per andare a vedere la Cappella Bes.
La suggestiva Cappella Bes, posta su una piccola balconata tra le cime del monte Plece e del monte Planica, fu edificata in onore del capitano Michele Celestino Bes. Ufficiale del Corpo degli Alpini, all’inizio della Grande Guerra assunse il comando del Battaglione speciale “Bes”. Il battaglione operò nel settore del monte Cukla e del Rombon. In seguito, nel gennaio 1916, assunse il comando del Battaglione “Val Tanaro” impegnato sul fronte Vršic-Krncica-monte Nero-monte Rosso. Dopo la guerra continuò la carriera militare fino al grado di Generale di Corpo d’Armata. Con l’incarico di Ispettore delle Truppe Alpine, ebbe il merito di aver fondato la Scuola Militare di Alpinismo ad Aosta nel 1934. Sul merito della costruzione della Cappella militare non vi sono notizie certe, alcune fonti parlano degli alpini del Battaglione “Val Tanaro” di cui il Capitano Bes fu il loro comandante nel 1916. Altri testi indicano gli autori dell’opera negli alpini del Battaglione “Bicocca”, che furono presenti in questo settore e che la realizzarono in memoria dei compagni morti sul monte Rombon, compreso il loro comandante maggiore Domenico Giacoma. Tale ipotesi potrebbe essere più attendibile, grazie alla presenza, alla base della Cappella Bes, di alcuni ruderi, dove si trova un fregio del 2° Reggimento Alpini e di una targa che ricorda il “Ricovero Maggiore Giacoma”.
Ritornati al percorso di salita al monte Nero, lo si percorrerà con calma e molta pazienza, risalendo le innumerevoli serpentine di “militare fattura”. Si arriverà così al rifugio Gomiščkovo, posto in splendida posizione a pochi metri dalla cima. Qui troveremo il gestore ad attenderci per darci le cuccette e la cena. A seguire, per dare un tocco particolare al weekend, saliremo in cima con le frontali, sperando in una serata limpida, per ammirare la vallata e le sue mille luci.
Rientro in rifugio e tutti a nanna!
All’inizio della Grande Guerra, il primo vero successo italiano è stato sicuramente la conquista del monte Nero (Krn). Nonostante non si rilevò un evento decisivo nel quadro strategico generale del fronte isontino, (la prima linea da quel giorno rimase pressoché invariata per i successivi 28 mesi), è comunque giustamente famoso per l’eccezionale impresa alpinistico-militare condotta dagli alpini.
Nella notte del 16 giugno 1915, centinaia di alpini si avvicinarono silenziosi al monte Nero, la manovra militare scattava simultanea alle ore 02:45. Due compagnie del Battaglione Exilles e quattro compagnie del Battaglione Susa andarono all’assalto. Di roccia in roccia, superando dirupi, creste, ghiaioni, nel buio della notte, gli alpini italiani riuscirono a cogliere di sorpresa i presidi austro-ungarici. Alle 04:45 la pattuglia di punta, al comando del sottotenente Alberto Picco, conquistava il monte Nero. L’azione degli alpini fu riconosciuta come impresa straordinaria non soltanto dagli alleati, ma soprattutto dall’avversario. Gli austro-ungarici consideravano imprendibile la montagna, sia per la sua conformazione, sia per le difese che vi avevano costruito; perciò davanti al successo italiano, per esprimere la loro ammirazione ed il loro stupore, pronunciarono una significativa frase: la conquista del monte Nero è stato un colpo da maestro “giù il cappello davanti agli alpini” (Hut ab vor den alpin) – tratto dal libro: “Am Isonzo” di A. Schalek – Da ricordare inoltre che gli alpini del Battaglione Exilles furono fermati dal Comando Italiano mentre continuavano l’avanzata verso est. Fu persa così una grande opportunità per la prosecuzione dell’occupazione di un monte, vicinissimo al monte Nero, dalla cima singolarmente piatta, il suo nome era Pohouc (oggi Batognica). La sua conquista (soltanto della parte ovest) nei due anni e mezzo successivi costò un tremendo tributo di sangue, una vera carneficina, al punto da essere rinominato dagli italiani, monte Rosso. L’epilogo su questa montagna si ebbe la mattina del 24 ottobre 1917, quando gli austriaci fecero brillare una potente mina sotto la vetta in mano italiana, che provocò un’altra strage ed aprì la strada verso valle, mentre il presidio degli alpini sul monte Nero rimaneva circondato; era l’inizio della disfatta di Caporetto, l’inizio della XIIª Battaglia dell’Isonzo…
Alcuni anni dopo la fine della guerra, fu costruito il “mausoleo-rifugio” per onorare la conquista del monte e dare riparo agli alpini che presidiavano e piantonavano il manufatto (che venne distrutto dagli iugoslavi nel secondo dopoguerra).
Il mattino dopo, fatta la colazione, ci si avvierà verso la Sella Sonza (forse passando nuovamente per la cima del Krn…), o Krnska škrbina, e da questa, anziché salire sul monte Rosso/Batognica (percorso fatto lo scorso anno), si prenderà un “traverso” che passa in quota il versante nord del monte; qui, per un periodo, erano insediate (in veri e propri “nidi di rondine*”) le truppe austro-ungariche.
Arrivati al Batognisko sedlo, si andrà a percorrere una evidente traccia che taglia le ghiaie del Vrh nad Peski, in un ambiente selvaggio e suggestivo. Questa traversata porta a un monumento austro ungarico dalla particolare fattura, denominata la “Piramide del Peski”, l’ennesimo memoriale e tributo al giovane sangue versato su queste cime.
Dal monumento scenderemo in un vallone verso sud tramite un vecchio percorso militare; scesi di 300 m circa, risaliremo per 200 m al Rdeči Rob e al Veliki Stador, per poi scendere definitivamente verso la Planina Kuhinja (e alle nostre macchine), passando accanto alla malga Leskovca, ancora attiva e con produzione di formaggio.
(* baracche in legno abbarbicate sui fianchi della montagna che ricordano i nidi delle rondini sospesi sul vuoto…)
NB: il programma potrebbe subire delle variazioni che si decideranno in corso d’opera.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE) – riservato a persone con adeguato allenamento
Dislivello: 1200 + 300 m
Sviluppo: km 20 circa
Cartografia: Carta Tabacco 066 Tolmin, Bohinjske gore, Krn, Vogel, Rodica in scala 1:25.000
tracciato non sempre evidente e con possibili gradoni di roccia da superare – riservato a persone con adeguato allenamento – obbligatori il sacco lenzuolo e la frontale – utili i bastoncini
Sabato ore 12.00 ritrovo e partenza dal quadrivio di Opicina.
Escursione con mezzi propri
Direttore d’escursione: AE Maurizio Toscano
numero del cellulare AXXXO: +39 339 4681850
Quota Soci CAI € 50,00
Per i non soci supplemento di € 25,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30.





