DA CORNUDA AD ASOLO SUL “SENTIERO DELLE DUE ROCCHE”
domenica 20 settembre 2026
1ᵃ parte: salita alla Rocca di Cornuda per la valle di San Lorenzo
Cornuda (164 m), valle di San Lorenzo, sorgente della Titti (208 m), sentiero 1, Santuario Madonna della Rocca (343 m)
2ᵃ parte: Sentiero delle 2 Rocche, da Cornuda ad Asolo
Santuario Madonna della Rocca (343 m), forcella Mostaccin (368 m), Colle di San Giorgio (423 m), forcella Sbazzega (329 m), Rocca di Asolo 312 m), Asolo (210 m)
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono una traversata sulla dorsale dei Colli Asolani, con partenza da Cornuda e arrivo ad Asolo
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
1ᵃ parte: salita alla Rocca di Cornuda per la valle di San Lorenzo
Cornuda è un comune della provincia di Treviso di 6.000 abitanti. Il suo territorio è in gran parte collinare e si estende alla destra del Piave. L’abitato sorge su una zona grossomodo pianeggiante, ma la porzione a nord-est comprende invece l’estremità orientale dei Colli Asolani, che si sviluppano sino ad Asolo.
La cima più elevata è rappresentata dal monte Sulder (473 m) che domina il paese da ovest. Si ricordano poi il Col del Spin (441 m), il monte Fagarè (343 m) con l’omonimo bosco ed il Colle Cavasotta (231m).
Parcheggiato dove possibile, arriveremo in via 8-9 maggio 1848; da qui imboccheremo via San Martino, che inizialmente sarà su asfalto, e procederemo in lieve salita tra le case inoltrandoci nella valle di San Lorenzo percorsa dal Ru Bianco (El Giaron) e delimitata ad est dal Colle della Rocca e ad ovest dal monte Sulder.
Tralasceremo poco dopo, sulla destra, l’indicazione del sentiero per il Monumento Ossario e procederemo per la piacevole stradina, ora diventata sterrato. Superate le ultime abitazioni, transiteremo sul versante sinistro della valle ed a circa una decina di minuti dalla partenza, troveremo un sentierino sulla sinistra che ci porterà in due minuti alla piccola Sorgente della Titti con lapide a ricordo.
La storia di Titti si è conservata nel passaparola di generazione in generazione. Titti, diminutivo di Tiziana, era una bambina, nata il 1° aprile del 1920. Insieme al fratellino, di poco più giovane, aiutava la famiglia lavorando nei campi tra la Rocca e il monte Fagarè. A lei spettava lo sfalcio dell’erba, a lui l’aratura del terreno con i buoi. Il 9 agosto 1932, nel pieno dell’estate, a causa di un improvviso temporale, uno dei buoi si disarcionò, scaraventando a terra il bambino. Tiziana corse in suo aiuto, ma uno dei due animali, ormai fuori controllo, la travolse e la colpì con violenza con l’aratro che tascinava.
La bambina perse i sensi; il fratello, terrorizzato, la sollevò e la portò fino a una sorgente vicina, nel tentativo di rianimarla con l’acqua fresca, in attesa dei soccorsi. Tiziana morì lì, proprio in quel luogo, accanto alla sorgente. Per decenni, secondo quanto raccontato dagli anziani del posto, i bambini delle scuole dei paesi vicini salivano in pellegrinaggio verso la sorgente e la Rocca per commemorare quella loro coetanea, scomparsa troppo presto.
Ritornati sul percorso principale, continueremo per lo sterrato e, dopo una breve salita, incroceremo il segnavia 1, che ci porterà verso la Rocca di Cornuda. Seguiremo il gradevole tracciato che, traversando pianeggiante per il versante sud orientale del colle, giungerà, in poco tempo, all’edificio della Casa di Animazione Missionaria e poi al piazzale del Santuario della Madonna della Rocca (343 m). Il complesso custodisce un’immagine della Madonna, oggetto di venerazione delle genti del luogo.
Sarà molto bello il panorama che si presenterà ai nostri occhi, con vista sulla pianura sottostante, sul Montello, sulla valle del Piave, sui massicci del Cesen e del Grappa. Dedicheremo una quindicina di minuti per scattare alcune foto e visitare la chiesa.
2ᵃ parte: Sentiero delle due Rocche, da Cornuda ad Asolo
Il Sentiero delle due Rocche percorre il crinale dei Colli Asolani in tutta la loro lunghezza, collegando le due rocche di Cornuda ed Asolo. La rocca di Cornuda in realtà non esiste più, è stata sostituita da secoli dal Santuario della Madonna della Rocca, su un bellissimo punto panoramico.
È un percorso che può essere effettuato in entrambi i sensi, ma è stato deciso di farlo da est a ovest con arrivo ad Asolo in modo di avere la possibilità, a fine escursione, di visitare il centro storico di questo graziosissimo borgo.
È un’antica via di collegamento calcata da generazioni di contadini, pastori e boscaioli. Lungo il percorso sono presenti anche testimonianze della Prima Guerra Mondiale, come osservatori, trincee e depositi in grotta. Da qui gli italiani controllavano e bombardavano il fronte del Piave.
Il percorso non è proprio in cresta, ma si snoda in gran parte sul versante nord, coperto nel bosco. Per avere delle ampie vedute sull’intera pianura veneta è necessario spingersi su brevi deviazioni a sud. Uno fra tutti, il bellissimo balcone panoramico del colle di San Giorgio, a circa metà percorso.
Inizieremo a camminare facendo in senso inverso il tratto di sentiero fatto per arrivare alla Rocca di Cornuda ed in un quarto d’ora circa arriveremo al punto in cui questo si interseca con il sentiero proveniente da fondovalle.
Da qui proseguiremo con il sentiero 1 in direzione di Asolo seguendo le indicazioni per forcella Mostaccin, trascurando la deviazione per il sentiero delle trincee. Il percorso proseguirà tranquillo con qualche saliscendi, camminando sempre circondati da una vegetazione abbastanza selvaggia, tipica dei colli. Andando avanti troveremo un bel viale alberato dove si incontrano diversi sentieri; noi continueremo a seguire quello principale che porta alla forcella, oramai vicina. Poco dopo infatti il sentiero terminerà sulla strada asfaltata e saremo arrivati alla forcella Mostaccin (368 m), a circa metà strada tra Cornuda ed Asolo, situata tra il Collalto (489 m) e il Calmoreggio (484m), le due cime più elevate della dorsale. Prende il nome dalla famiglia che viveva nell’unica costruzione della zona, un rustico ormai abbandonato, posto alla sinistra della strada. Qui faremo la pausa per il pranzo.
Ripreso il cammino, attraverseremo la strada e proseguiremo in salita su un bel prato prima di inoltrarci nuovamente nel bosco, da dove, con un bel percorso lungo il versante settentrionale del monte Calmoreggio, ci porteremo alla forcella compresa tra quest’ultimo ed il Colle di San Giorgio.
Questa seconda parte del percorso ci regalerà molte più finestre panoramiche, ma presenterà anche dei tratti di salita un po’ più ripidi. Dalla forcella proseguiremo verso la sommità del Colle di San Giorgio (423 m), arrivando in pochi minuti all’ottimo punto panoramico, il migliore di tutta la traversata, con la chiesetta omonima. La vista spazierà sulla pianura sottostante, con l’abitato di Maser e la sua frazione di Coste, il Monte Grappa e, se le condizioni climatiche saranno ottimali, la cupola della Basilica del Santo a Padova e le colline di Breganze.
Scenderemo quindi dal colle per immetterci nuovamente sul sentiero principale, fino a quando non troveremo l’asfalto.Raggiungeremo la forcella Sbazzega (329 m), superata la quale inizieremo a trovare le prime abitazioni. Raggiungeremo finalmente la Rocca di Asolo (312 m), facendo velocemente un giro sopra le mura; il panorama a 360 gradi sarà incredibilmente bello. Dalla rocca, perdendo un po’ di quota, arriveremo al centro di Asolo, portando così a termine la nostra escursione. Qui ci concederemo una pausa (da quantificare), occupando il nostro tempo libero a seconda dei propri interessi.
Asolo è un comune di quasi 9.000 abitanti della provincia di Treviso; incantevole cittadina fortificata ricca di storia, arte e cultura, collocata sulla cima di una collina e dominata dal monte Ricco, su cui sorge la rocca medievale. Venne descritta dal poeta Giosuè Carducci come “la città dai cento orizzonti” e da diversi anni fa parte dell’associazione “i borghi più belli d’Italia”. Interessante l’architettura religiosa, con il Duomo, la chiesa di Santa Caterina, la chiesa di Sant’Angelo, conosciuta come chiesa di San Gottardo, la chiesa e il cimitero di Sant’Anna. Per quello che concerne l’architettura civile, sono da menzionare il Palazzo della Ragione, Palazzo Beltramini e la casa di Eleonora Duse, sulla cui facciata ci sono alcuni versi di Gabriele D’Annunzio dedicati alla dimora dell’attrice. Per l’architettura militare, c’è da sottolineare la Rocca, simbolo della città, posta in vetta al monte Ricco, che risale alla fine del XII secolo e l’inizio del XIII secolo, ed il Castello, una fortezza situata nel centro dell’omonimo borgo, nella parte più elevata della zona abitata. Per quanto riguarda il comparto economico, Asolo è rinomata per la produzione artigianale di merletti. Un’azienda importante della zona è quella che produce scarponi da montagna, conosciuta con il nome di Scarpa (o S.C.A.R.P.A. – Societa’ Calzaturieri Asolani Riuniti Pedemontana Anonima), una delle più grandi realtà del settore calzaturiero tecnico alpinistico, sia italiano che internazionale.
All’ora concordata, saremo tutti in Largo Scomazzetto, dove ci attenderà il bus per il rientro a Trieste.
Difficoltà: Escursionistico (E)
Dislivello: 500 m
Sviluppo: 12 km
Cartografia: Carta Tabacco 070 Montello – Colli Asolani, in scala 1:25.000
ore 7.00 ritrovo e partenza da piazza Oberdan. Arrivo a Trieste previsto verso le 20.00
L’escursione sarà effettuata con pullman
Direttore d’escursione: Maurizio Tessarolo – cell. AXXXO: 3394681850
Quota Soci CAI € 22,00
Per i non soci supplemento di € 13 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.





