CRODE DEI LONGERIN CIMA SUD
SALENDO AL MONTE SCHIARON E AL MONTE SAN DANIELE
domenica 14 settembre 2025
Forcella Zovo (1.606m.), Val di Vissada, Costa Schiaron, Monte Schiaron (2.246m), Forcella Longerin (2.044m), Crode dei Longerin Cima Sud (2.523m), Monte San Daniele (2.229m), Sella dei Pradetti (1.757m), sentiero 154 al Rifugio Forcella Zovo (1.600m)
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’escursione nelle Alpi Carniche Occidentali – nel settore del Comelico – per salire la Cima Sud delle Crode dei Longerin e gli attigui Monte Schiaron e Monte San Daniele, cime che si ergono in un altopiano roccioso caratterizzato da guglie e torrioni tra la Val Visdende e la Val Digon.
L’escursione, molto appagante dal punto di vista panoramico, si svilupperà su percorso per escursionisti esperti, ma potrà essere percorsa anche da chi volesse seguire un tracciato più semplice evitando la Cima Sud dei Longerin.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO<
L’escursione avrà inizio dal Quadrivio di Opicina, con l’uso di mezzi propri (per questa uscita il pulmino sociale non sarà disponibile) e breve sosta lungo il percorso.
Lasciato l’abitato di Sappada, dopo una decina di minuti si imboccherà la strada che risale verso la Val Visdende e si raggiungerà il Rifugio Monte Zovo dove verranno lasciate le macchine.
Dall’adiacente forcella parte il pianeggiante sentiero 169 che aggira un costone e conduce all’imbocco della Val di Vissada dove il sentiero, sempre comodo, cambia decisamente pendenza. La salita rimane costante e, ad un certo punto, regala un meraviglioso scorcio del Rio di Vissada che precipita, sotto forma di cascata, verso valle.
Superato il rio, il sentiero si riduce di pendenza e si addentra in un ampio vallone che lascia già intravedere il monte San Daniele sulla nostra sinistra. Ad un certo punto il vallone si apre dimostrando la sua intera bellezza composta dalle tre cime meta della giornata, dove manterremo il lato destro del sentiero. Sulla sinistra, salendo, scorgeremo un monumento militare, un cippo in cemento, ben tenuto e mantenuto protetto dalle incursioni delle mucche che pascolano nei dintorni. Il monumento ricorda la storia del 92° Reggimento Fanteria e del 18° Battaglione della Guardia di Finanza, travolti dalla valanga in Val di Londo avvenuta il 25 febbraio del 1916, e del Brigadiere ucciso da una granata nemica il 12 giugno del 1916. In questo luogo, il 39° Battaglione ne compose le salme durante l’estate 1916.
Poco più in alto, il Bivacco Vissada. Continuiamo a salire e ormai siamo attratti dalle nostre tre cime. Ad un bivio si volterà a destra, risalendo senza fatica la Costa Schiaron e giungendo, superata qualche facile roccetta, in vetta al panoramico Monte Schiaron, letteralmente un “balcone” sulla Val Visdende e sulle vette circostanti e lontane, prime tra tutte il Monte Rinaldo e il Peralba. Due croci caratterizzano la cima.
Per lo stesso percorso torneremo alla Forcella Longerin, e da qui cominceremo a risalire un sentiero che lascerà il posto a ghiaie via via sempre più ripide. Davanti a noi i torrioni delle Crode dei Longerin, con l’imponente Cima Nord a destra, mentre i segnavia bianco-rossi conducono ad una forcella a sinistra, raggiunta la quale, in un paio di minuti, si raggiunge la vetta della Cima Sud. Una croce di legno domina la vallata appena risalita, lo sguardo spazia verso sud in maniera immensa.
Le Dolomiti di Sesto sono escluse da qualche roccia circostante, ma verso nord si riesce a intravedere il Monte Cavallino e la Cresta della Pitturina.
Dopo le foto di rito comincerà la discesa sullo stesso percorso, fino a quando sarà possibile scegliere se rientrare alla Forcella Longerin, per risalire i Piani di Vissada, o compiere una traversata “in quota” per raggiungere le pendici del Monte San Daniele. In questo secondo caso, il percorso diventa “fantasioso”, navigando a vista sulla cresta che domina il Bosco della Ferrera. In qualche maniera si giungerà così alla base del monte dove, risalendo ripide e delicate roccette, si raggiunge la croce di vetta.
Lo spettacolo ora si apre anche sulle Dolomiti di Sesto e tutto intorno. Una fatica ripagata dall’immensa visuale.
Si ridiscende ora per lo stesso percorso sino a raggiungere l’ampia forcella.
Un sottile e ghiaioso sentiero corre lungo le pareti del monte appena salito, e all’improvviso, rapidamente inizia a perdere quota. Il ghiaione diviene sentiero e, in circa trenta minuti, conduce alla Sella dei Pradetti, percorsa all’inizio del 2025 durante la salita al Monte Zovo che vedremo dall’alto. Raggiunta la strada forestale, in circa quaranta minuti raggiungeremo il Rifugio Monte Zovo dove ci attenderà la meritata birra.
Rientro in serata a Trieste con l’immancabile sosta dall’amico Luciano Piller ai Piani di Luzza durante il rientro.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE)
Dislivello: 1200 m
Sviluppo: 15 km
Cartografia: Carta Tabacco 01, in scala 1:25.000
Obbligatorio l’uso del caschetto
Ore 6.00 ritrovo e partenza da piazza Oberdan.
Escursione con mezzi propri
Direttore d’escursione: ANE Cristiano Rizzo
Quota Soci CAI € 7,00
Per i non soci supplemento di € 13,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.





