CRETA GRAUZARIA
domenica 27 settembre 2026
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’escursione nelle Alpi Carniche con la salita della Creta Grauzaria.
AMBIENTE
La Creta Grauzaria ed il Sernio (nelle Alpi Carniche) sono due torri dolomitiche, facilmente distinguibili sulla destra orografica della valle del Fella. La Creta Grauzaria è la torre più vicina al Fella, più visibile ma leggermente più bassa rispetto al Sernio. Il gruppo comprende pure l’Amariana, più bassa ma dominante sopra Tolmezzo e Amaro.
La zona era sede di malghe piuttosto povere, i resti di una di queste (casera Flop) ci appariranno nel bosco durante la salita verso il rifugio. Il gruppo è oggetto di una parziale tutela ambientale (particolarmente dalla parte del monte Sernio).
La prima ascensione risale al 1893 (Ferrucci, Pico, Giacomo e Giovanni Filaferro). Data la buona qualità della roccia, la Creta Grauzaria con il Sernio e cime secondarie sono sede di numerose vie alpinistiche, tra cui si segnala per il valore storico la via “direttissima” dei nostri antichi consoci Napoleone Cozzi e Tullio Cepich (settembre 1900) alla Grauzaria.
La via normale e la cima erano molto apprezzate da Julius Kugy, l’una per il percorso da lui ritenuto elegante, l’altra per la vista. Per la bellezza dell’ambiente e la vicinanza alla pianura, la zona è notevolmente frequentata. La via normale richiede un buon allenamento causa il dislivello ed il terreno faticoso (particolarmente la salita al Portonat). È necessaria una certa dimestichezza con l’arrampicata, data la presenza di passaggi approssimativamente di II grado da superarsi in arrampicata libera
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Da Gialoz si sale per una breve e ripida strada asfaltata, che porta al parcheggio delle automobili; se saremo fortunati, tale tratto ci potrà venire risparmiato. Dal parcheggio comincia il sentiero vero e proprio (numero 437). La salita avviene per lo più in bosco, sulla mulattiera che portava alla casera Flop (di cui si attraversano i ruderi) ed alla casera Foran de la Gjaline (per la quale NON passeremo).
Dal rifugio si sale per il ripidissimo sentiero 444 verso il Portonat (c’è un insidioso bivio con il largo e pianeggiante 446 che porta verso sinistra per il bivacco Feruglio e la Cengle dal Bec, ad aggirare tutta la cima).
Il sentiero si sviluppa su terreno friabile e la traccia è più o meno visibile a seconda delle eventuali ultime piene, non mancano però i segni rossi. Questa è certamente la parte più faticosa dell’escursione; a metà circa vi è un tratto parzialmente franato, facilitato da un cavo di acciaio e nella parte alta vi è un breve tratto di roccia facile ma non molto sana che richiede una certa attenzione.
Giunti al caratteristico intaglio del Portonat (un vero e proprio portone di roccia tra il versante nord ed il versante sud del gruppo), si comincia a seguire la via di salita alla cima. Il percorso ufficiale inizia con una paretina strapiombante non semplicissima; sulla guida delle Apli Carniche è indicata come II + ma dalla redazione della guida ad oggi ci sono stati dei crolli, per cui la valutazione andrebbe rivista. Ritengo più opportuno seguire i vecchi segni e le tracce recenti, che portano inizialmente sulla sinistra, per poi attraversare subito verso destra su una cengia e ricollegarsi alla via (un unico breve traverso sulla destra richiedente una spaccata è un po’ impegnativo).
Da questo momento la via sale a zig-zag per cenge, brevi pareti, tratti di sentiero.
La roccia dolomitica è generalmente sana e l’ambiente è splendidamente illuminato dal sole (se ci sarà sole!). Su questo tratto vi sono ancora difficoltà di arrampicata, approssimativamente fino al II grado. Dopo una cresta piuttosto sottile arriveremo all’esile cima, ove il panorama sulle Alpi Giulie, le Alpi Carniche e le Dolomiti (se saremo fortunati si vedrà fino al mare) non viene disturbato dalla vicinanza del Sernio.
In cima faremo una breve pausa per il pranzo.
Scenderemo per il percorso di salita e, salvo intoppi, faremo una al rifugio prima di scendere alle macchine.
Difficoltà: Escursionisti Esperti (EE) per passaggi di II grado ed impegno fisico
Dislivello: 1450 m
Sviluppo: 14 km
Cartografia: Carta Tabacco 018, in scala 1:25.000
OBBLIGO CASCO OMOLOGATO
Consigliati bastoncini e calzature idonee all’arrampicata. Portarsi una buona riserva d’acqua.
ore 6.30 ritrovo e partenza da piazza Oberdan. Arrivo a Trieste previsto verso le 20.30
L’escursione sarà effettuata con mezzi propri
Direttori d’escursione: Fulvio Tagliaferro e Davide Morabito
Cellulare organizz.:+39 353 4556929 attivo solo nel giorno dell’escursione
Quota Soci CAI € 7,00
Per i non soci supplemento di € 13 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.





