SULLA CRETA DELLE CHIANEVATE DAL PASSO DI MONTE CROCE CARNICO
domenica 26 luglio 2026
Passo di Monte Croce Carnico (1356 m), sent. 146 diretto al rif. Marinelli, sent 146a, (1800 m circa), sent. 171a, (2200 m circa), bivacco Craighero (2600 m circa), sent. 171b fino in vetta, 2769 m. Ritorno a ritroso lungo percorso dell’andata.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie e e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono la salita della Creta delle Chianevate, con partenza dal Passo di Montecroce Carnico.
AMBIENTE
L’ambiente inizialmente sarà boschivo, ma ben presto la pendenza del percorso si farà più sostenuta e potremo ammirare verso la nostra destra la Creta di Collinetta, alla nostra sinistra il Monte Terzo e di fronte a noi in lontananza il rifugio Marinelli e forcella Monumenz.
Siamo nel cuore delle Alpi Carniche, la quale origine geologica è avvenuta più di 300 milioni di anni fa.
La composizione di queste montagne è prevalentemente sedimentaria: calcari, dolomie, argille, etc.
Man mano che guadagneremo quota il panorama diverrà grandioso e alle nostre spalle potremo spaziare con la vista dal paese di Timau, al monte Sernio, alla Creta di Aip e alle più lontane Alpi Giulie.
Dalla vetta la vista è a 360°, dal vicino Monte Coglians del quale se ne vede l’alto traliccio della croce, a nord il Grossglockner e tutti i Tauri, le Alpi Carniche, Giulie e le più lontane Dolomiti.
AVVICINAMENTO
Si uscirà dall’autostrada al casello Carnia–Amaro e poi si prenderà la strada statale per Paluzza. Oltrepassata Paluzza si proseguirà verso Timau e successivamente si proseguirà con susseguirsi di tornanti fino al raggiungimento del Passo di Monte Croce Carnico. Avremo a disposizione un ampio parcheggio e l’escursione partirà esattamente a pochi passi dalle auto.
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
Dal parcheggio si imbocca il sentiero 146 e lo si percorre con moderata pendenza fino ad un pianoro prativo con delle indicazioni. Da qui guadagniamo quota con delle svolte più strette, in breve ci troveremo attorno ai 2000 m e, se saremo fortunati, potremo ammirare molte specie floreali, tra le quali il Giglio Martagone e le Stelle Alpine.
Di fronte a noi vedremo in lontananza il rif. Marinelli e proseguendo lo lasceremo alla nostra sinistra imboccando dapprima il segnavia 146a (alla nostra destra) e poco dopo il segnavia 171a, sempre al lato destro orografico. Da qui, (quota 2200 m circa), inizia una serie di cenge attrezzate moderatamente esposte che vanno affrontate con passo fermo e kit da ferrata, casco compreso.
Successivamente le attrezzature ci accompagnano ancora per una breve risalita che ci conduce a proseguire su un terreno più agevole di erba mista a roccette. Questo tratto è un po’ faticoso ma facile, molto panoramico, e con un ultimo ripido tratto ci conduce fino a quota 2.600 m ove sorge incassato nella montagna il bivacco dedicato al volontario del soccorso alpino Celso Craighero, scomparso nel 1917.
Da qui in poi il percorso si fa più aereo, in breve inizieremo a percorrere la cresta della montagna assicurandoci a cavi installati di recente e che ci aiuteranno nella progressione consentendoci di ammirare il panorama, spesso da entrambi i lati della cresta.
Note storiche: durante la Prima Guerra Mondiale (1915-1918) tutta la cresta, dal Passo di Volaia fino al Passo Monte Croce Carnico era presidiata dalle truppe italiane. Il Battaglione Alpini “Val Pellice” (provenienti dal Piemonte) fu protagonista di straordinarie operazioni in alta quota, per difendere tenacemente le creste della Creta della Chianevate (o Cjanevate). Le Penne Nere vissero in condizioni estreme, all’interno di fredde grotte scavate nella roccia, vigilando con le mitragliatrici le linee di rifornimento dei soldati imperiali sul sottostante ghiacciaio dell’Eiskar.
I soldati austro-ungarici, stanchi di essere sempre sotto tiro, reagirono, realizzando una grande impresa alpinistica. All’inizio dell’agosto 1916 l’aspirante guida Enzenhofer con altri undici Schützen (cacciatori di montagna austro-ungarici) salirono la strapiombante parete Nord e occuparono le cime est ed ovest della Creta della Chianevate, non presidiate dagli alpini. L’arrivo del terribile inverno costrinse gli austriaci a ritirarsi sul sottostante ghiacciaio. Nella primavera del 1917, dopo aspri scontri, tutta la cresta di vette venne occupata definitivamente dagli alpini. Il piccolo ghiacciaio dell’Eiskar è racchiuso tra le verticali pareti nord della Creta della Chianevate e della Creta di Collina, ed è rimasto l’unico ghiacciaio delle Alpi Carniche, seppur oggi quasi in totale ritiro; lo testimoniano le morene alte fino a 40 metri che delimitano il fronte. La salita per la via normale, sul versante meridionale, è di grande interesse storico per la presenza delle numerose postazioni di guerra italiane.
Difficoltà: Escursionisti Esperti con Attrezzatura (EEA)
Dislivello: 1420 m
Sviluppo: 12,5 km
Cartografia: Carta Tabacco 09 – Alpi Carniche, in scala 1:25.000
Richiesti “passo fermo” e buon allenamento – prevedere abbondante acqua al seguito.
ore 6.00 ritrovo in piazza Oberdan, 18.00 rientro alle macchine
L’escursione sarà effettuata con mezzi propri
Direttori d’escursione: Giorgio Musino e AE Maurizio Toscano
numero del cellulare sociale AXXXO: +39 339 4681850 attivo solo nel giorno dell’escursione
Quota Soci CAI € 7,00
Per i non soci supplemento di € 13 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro venerdì.





