COLLI EUGANEI: ANELLO DI ARQUÀ PETRARCA
domenica 6 aprile 2025
Arquà Petrarca (80 m), sent. 3 “Atestino”, m. Mottolone (219 m), Valle di Sopra (60 m), fontana del Pissarotto, m. Gemola/Villa Beatrice d’Este (280 m), m. Rusta (386 m), m. Fasolo (301 m), m. Mottolone (219 m), Arquà Petrarca (80 m)
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un interessante percorso ad anello tra i Colli Euganei, gruppo di modesti rilievi di origine vulcanica, creati dai coni o dalle colate laviche dei vulcani, caratterizzati da forme e altezze quanto mai eterogenee, che sorgono pressoché isolati sulla pianura veneta a sudovest di Padova, occupando un’area dal perimetro di quasi 22.000 ettari; nel 1989 questo territorio venne messo sotto tutela con l’istituzione del Parco regionale dei Colli Euganei, il primo nel Veneto. Nel 2024 furono inseriti nella lista Unesco delle Riserve mondiali della Biodiversità.
La località dove si svolgerà l’escursione è Arquà Petrarca, comune ubicato ai piedi del monte Piccolo e del monte Ventolone; esso fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia” e ha ottenuto la bandiera arancione del Touring Club Italiano.
Nel 1364 Francesco Petrarca, nativo di Arezzo, conobbe Arquà mentre soggiornava ad Abano per sottoporsi alle cure termali prescrittegli per la scabbia. Nel 1365 il poeta divenne canonico presso la collegiata di Monselice e, quattro anni dopo, Francesco il Vecchio gli cedette un appezzamento di terreno proprio ad Arquà.
Dopo aver sovrinteso al restauro della sua futura dimora, un’abitazione modesta ma decorosa, il poeta si stabilì nel paese nel marzo del 1370. Iniziò allora il suo soggiorno nel borgo medievale, che egli stesso definì “il mio secondo Elicone”, che si protrasse fino alla sua morte, avvenuta nel 1374.
Nel 1866, dopo l’annessione del Veneto all’Italia, questo borgo fu elevato al grado di Comune e nel 1868 potè aggiungere al nome di Arquà quello di Petrarca.
DESCRIZIONE PERCORSO
Inizieremo il nostro percorso dal grande parcheggio ai piedi di Arquà, per salire con ripide stradine in centro, generalmente area pedonale la domenica.
Faremo un giro ad anello in senso orario; l’idea iniziale, molto ambiziosa, era quella di fare un itinerario più ampio (20 km) rispetto a quello che faremo realmente, ma durante il giro di ricognizione, arrivati sul monte Fasolo, ci si è resi conto che, per motivi di tempo e di logistica, era necessario tralasciare i 3 monti finali, nell’ordine il m. Obieso (330 m), il m. Ventolone (406 m) ed il m. Piccolo (316 m), per cui si opterà per un percorso con un chilometraggio inferiore, seppur di tutto rispetto (15 km).
Dal Borgo Alto in circa venti minuti arriveremo alla casa del Petrarca, quindi scenderemo, lungo la strada asfaltata, via Vallesella, tralasciando altre diramazioni, fino a quando diventerà sterrata.
Passati dieci minuti troveremo l’indicazione sentiero Cai 3; subito dopo troveremo un altro segnale che ci indicherà la direzione da prendere per il pianoro del Mottolone. La stradina terminerà nei pressi di una casa isolata, subito dopo una sbarra, sempre aperta.
Saliremo verso sinistra, seguendo la tabella del sentiero Atestino, inoltrandoci tra olivi e boscaglia, percorrendo alcuni tornanti attrezzati con panchine.
Il panorama si farà via via più ampio e permetterà di ammirare tutto il borgo di Arquà, con il castello e le colline tutt’attorno. Dopo un quarto d’ora sbucheremo sul culmine erboso, caratterizzato da coltivazioni di rosmarino e ad una strada asfaltata, via Marlunghe, che sale dalla provinciale del Sassonegro.
Gireremo a destra e saliremo la stradina fino a quando, trascorsi cinque minuti, si immetterà in una strada più importante, via Scalette, che sale da Arquà al Roverello.
Qui troveremo un segnale che ci indicherà ancora 20 minuti per arrivare al pianoro sommitale del Mottolone (219 m), su strada asfaltata ma panoramica. Dalla cima avremo una visuale incredibile sugli altri famosi monti dei Colli, come il Ruanda, il Venda e il Vendevolo, il Rusta, il Cero e il Castello; vi faremo una breve sosta di dieci minuti per fare alcune foto ed apprezzare il panorama.
Ripreso il cammino, scenderemo verso ovest lungo l’arida dorsale, caratterizzata inizialmente dal sentiero con staccionata a lato; poi, seguendo una ripida mulattiera, passeremo accanto a delle vecchie case e saliremo infine un rettilineo cementato molto ripido. Anche in questo tratto dovremo prestare attenzione alle mountain bike.
Arriveremo in una ventina di minuti al fondo della valletta, incrocio tra due stradine (via S. Biagio e via Correre) caratterizzato da una fontana, detta “del Pissarotto” e dalle tabelle del “Percorso delle Fontane del Baone”, in località Valle di Sopra (60 m).
Qui troveremo pure un segnale che ci indicherà il tempo necessario per raggiungere Villa Beatrice d’Este (40 minuti).
Proseguiremo girando a destra, dove troveremo uno sterrato in salita e più avanti un campo recintato con all’interno degli asinelli e subito dopo un nuovo segnale con l’indicazione (Villa Beatrice d’Este 20 minuti, monte Rusta 1 ora e 20, monte Fasolo 1 ora e 50).
Stando attenti alla segnaletica, arriveremo nei tempi a Villa Beatrice d’Este e di conseguenza al monte Gemola (280 m), dove faremo la sosta per il pranzo.
Villa Beatrice d’Este è una villa veneta situata sulla sommità del monte Gemola, al centro dei Colli Euganei, eretta sui resti di un antico monastero e attualmente sede di un museo naturalistico; dallo spiazzo antistante e dai prati sul retro si potrà godere di uno splendido paesaggio.
La struttura è di proprietà della Provincia di Padova e porta il nome di una santa, la Beata Beatrice, qui vissuta tra il 1221 e il 1226. Beatrice discendeva dall’illustre casata degli Estensi i quali, prima di trasferirsi a Ferrara, avevano signoria su Este e su parte del territorio padovano.
Dopo esserci rifocillati, scenderemo per lo stesso percorso ed in 10 minuti saremo nuovamente sulla via principale per proseguire nel nostro cammino, diretti verso il m. Rusta (396 m), che raggiungeremo in circa 50 minuti.
Questo monte è situato nel comune di Cinto Euganeo ed è una delle maggiori elevazioni sud orientale dei Colli Euganei. È circondato da stupendi vigneti ed è uno dei pochi colli rimasto quasi allo stato selvaggio, solcato solamente da una strada forestale e da pochi sentieri.
Dal monte scenderemo nuovamente di quota impegnando il sentiero che ci condurrà al m. Fasolo (301 m). Attraversando grandi estensioni di vigneti, allietati da eccezionali scorci panoramici verso la pianura, arriveremo su questo rilievo in 50 minuti circa. Da qui, su strada asfaltata, raggiungeremo il pianoro del Mottolone in circa 30 minuti. Poi, scendendo di quota, faremo a ritroso lo stesso tratto di strada fatto all’andata, ed in circa 40 minuti raggiungeremo il bellissimo borgo medievale di Arquà, portando così a termine la nostra escursione.
Difficoltà: Escursionistico (E)
Dislivello: +/- 500 m
Sviluppo: 15 km
Cartografia: Tabacco 060, in scala 1:25.000
consigliati i bastoncini
Ore 7.00 ritrovo e partenza da piazza Oberdan, rientro a Trieste verso le 20.
Escursione con pullman
Direttore d’escursione: Maurizio Tessarolo
numero del cellulare sociale di AXXXO: +39 339 4681850
Quota Soci CAI € 25,00
Per i non soci supplemento di € 13,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Info ed iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30 entro giovedì.






