CLEAN GULLY – TORRE INNERKOFLER, GRUPPO DEL SELLA
Clean Gully – torre Innerkofler (gruppo del Sella)
D+, III+ e MIV+
Mauro Dall’Argine, Lorenzo Adamo, Mauro Bologna, Giulio Valenti, Giorgia Tammetta
27/12/2025
Raggiungo per ultimo la cima della torre Innerkofler e mi godo per qualche istante il debole tepore del sole che tramonta. Incastrati tutto il giorno negli scuri colatoi di Clean Gully, ce lo siamo dimenticati il sole, e ora che ci troviamo in assoluto ritardo sulla tabella di marcia è imperativo dare un taglio a qualsiasi forma di ozio, persino quello ristoratore in un momento di grande stanchezza. Io e Lorenzo raccogliamo in fretta tutto il materiale mentre gli sguardi saettano in ogni direzione pronti a cogliere tutto ciò che possono. Neppure la lontana Civetta riesce a fermare la nostra corsa, abbiamo solo incrociato per un momento i suoi occhi incantatori. E’ imperativo trovare le calate prima che scenda definitivamente il sole, poi si vedrà.
Abbiamo commesso molti errori di organizzazione, sottostimato i tempi di avvicinamento e fatto più di qualche sbaglio nella fase iniziale della salita, tutti dati che hanno aumentato i tempi di percorrenza e accrescono ora in me la sensazione di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. La notte che arriva in montagna è per me un evento misterioso e spaventoso, soprattutto in pieno inverno e in un luogo remoto.
Raggiungiamo Mauretto, Giorgia e Giulio che nel frattempo pare abbiano trovato la prima delle numerose calate che percorrono a ritroso la goulotte “Mistica”, la nostra via di discesa.
Mi giro casualmente verso Lorenzo che stringe gli occhi tra pollice e indice.
Penso gli brucino, dopotutto la mattina diceva di essersi dimenticato gli occhiali.
Poi però torna ad alzare lo sguardo verso il sole, una stella che ha bruciato tutto il giorno e che ora pare solo un tizzone dimenticato. L’amico sta piangendo.
La sua emozione mi insegna virtù come la calma, la pazienza e l’accettazione, m’insegna che devo mettere da parte le angosce, lasciar correre questi attimi ormai inevitabili e per quanto possibile goderne appieno.
Mi dice che non sa bene per quale motivo si sia commosso e io sviluppo la mia personale visione dell’argomento immaginando sia cosa giusta e generalizzabile, ovvero che sia difficile contenere l’entusiasmo per ciò che è indiscutibilmente “bello”.
La bellezza è, come recita la canzone Bocca di Rosa, un bene effimero, proprio come lo sono le azzurre colate di ghiaccio incassate nei canali. Il ghiaccio è l’elemento più effimero di tutti: prima c’è, un attimo dopo scompare, soprattutto in questa rovinosa stagione del mondo. E’ talmente effimero che basta un solo giorno per rimpolparlo, certo dev’esserci un’orchestrazione di fattori favorevoli quali l’approvvigionamento di acqua, la non eccessiva escursione termica tra giorno e notte, le temperature giuste.
La bellezza della goulotte al sesto tiro non ha eguali per quanto riguarda la mia esperienza, un gioco di agganci sul ghiaccio azzurro e alle volte delicati passaggi su roccia con i ramponi per poi uscire su di uno strettissimo canale di duro nevato.
Questo microcosmo estetico dei canali, così intimo e sottile che è quasi rincuorante, si riverbera poi nell’ambiente circostante che è d’altro canto maestoso e aperto.
Un “bello” su un livello successivo, quello dei grandi paesaggi invernali dolomitici.
Mauro Dall’Argine














