PHOTO GALLERY – 1976-2026 STAFFETTA DELL’ORCOLAT
Dall’arco che segna lo start della Trieste 42km della Trieste Spring Run, presso Piazza Unità d’Italia, sabato 2 maggio 2026 è partita la STAFFETTA PER NON DIMENTICARE, a cinquant’anni dal devastante sisma che scosse il Friuli.
Presenti al nastro di partenza per sostenere gli atleti del gruppo CIM – Corsa in Montagna della Società Alpina delle Giulie il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, il Presidente del CIM Lorenzo Cadelli e la Presidente dell’APD Miramar Francesca Stefani.
Assieme a loro, tantissimi amici del gruppo che non sono voluti mancare a questo primo passo verso i 150 km che porteranno a Venzone dove, oltre alle autorità locali e altri amici troveranno ad accoglierli anche il Presidente della Società Alpina delle Giulie Massimiliano Reiter.
La “mattonella”, simbolo di ricostruzione e memoria, è partita dunque per il suo viaggio rendendo la staffetta non solo una sfida sportiva ma un filo teso tra il capoluogo regionale e uno dei borghi simbolo della ricostruzione.
160 km e 7000 m di dislivello da Trieste a Venzone, corsi senza interruzione dalle 8.00 di sabato 2 maggio alle 11.15 di domenica 3 maggio da una trentina di atleti CIM che si sono dati il cambio a Malchina, San Martino del Carso, Dobrovo in Slovenia, Santuario di Castelmonte, Prossenicco, Passo Tanamea, Lischiazze in Val Resia e infine hanno raggiunto Venzone.
A 50 anni dal Terremoto del 6 maggio 1976 che ha segnato profondamente il Friuli, il CIM ha sentito il bisogno di ricordare questa sciagura e di onorare chi non c’è più, chi ha saputo rialzarsi con determinazione e tanta forza e tutti coloro che con grande senso di umanità e solidarietà hanno offerto il proprio aiuto.
Gli atleti si sono passati il testimone, una piastrella simbolo del grande lavoro di ricostruzione che il Friuli ha saputo far proprio per rinascere.
Negli occhi e nella testa di chi ha partecipato ci sono ancora i sentieri, i paesi, le campagne e le montagne, le persone incontrate, le parole scambiate, il calore ricevuto, e ci sono anche 4 mesi di lavoro organizzativo.
C’è il legame tra chi ha condiviso il giorno, la notte, il cibo, il viaggio, l’impegno, la preparazione, la corsa, le foto, l’aiuto reciproco, la fatica, la festa, le emozioni.
Lorenzo Dusty Cadelli: “In questi due giorni siamo riusciti a realizzare un progetto talmente assurdo e difficile, ma altrettanto bello e toccante. Bello nel percorso, bello nello spirito, bello negli aneddoti accaduti, grande nella partecipazione e nel supporto ricevuto. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno partecipato e che hanno collaborato nella logistica, dormendo poco, preparando a tutte le ore del giorno e della notte da mangiare e da bere per gli altri, caricando e scaricando i furgoni, e allestendo le piazze, il campo base ecc.”
Una grande storia che rimarrà nella storia del CIM.



































