5 GIORNI SULLE FERRATE DEL BRENTA
da sabato 16 a mercoledì 20 agosto 2025
1° giorno, sab. 16: partenza dal Quadrivio di Opicina, viaggio fino a Madonna di Campiglio, in funivia al rifugio Stoppani al P.so del Grostè (2438 m), Sentiero 305 Benini, Bocchetta alta dei Camosci, Bocca di Vallesinella, Bocca del Tuckett, rifugio Tuckett; ore 4.30 – cena e pernottamento
2° giorno, dom. 17: dal rifugio alla Bocca del Tuckett, sent. 305 delle “Bocchette Alte”, Bocchetta bassa del Massodi, rifugio Alimonta; cena e pernottamento
3° giorno, lun. 18: dal rifugio salita alla Vedretta dei Sfulmini, Bocca dei Armi, sent. 305 “Bocchette Centrali”, Bocchetta del Campanile Alto, Bocca di Brenta, rifugio Pedrotti – Tosa, sent. attrezz. 358 “Brentari”, Bocca di Tosa, Vedretta d’Ambiez, rifugio Agostini; cena e pernottamento
4° giorno, mart. 19: dal rifugio sent. 321 “Ferrata E. Castiglioni” alla Bocchetta dei due Denti, rif. Garbari ai XII Apostoli, sent. attrezz. 304 “dell’Ideale”, Bocca dei Camosci, Vedretta dei Camosci, sent. alpinistico Martinazzi 327, rifugio Maria e Alberto ai Brentei; cena e pernottamento
5° giorno, merc. 20: dal rifugio sui sent. 323 e 305b “Sosat”, rif. Tuckett, sent. 317, rifugio Casinei, sent. 317b, rifugio Vallesinella, Madonna di Campiglio, parcheggio Funivia del Grostè, rientro a Trieste.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre ripropongono, dopo quattordici anni, il trekking sulle Dolomiti di Brenta, famose per estensione, varietà e panorami, ma soprattutto per gli itinerari attrezzati (ferrate) delle “Bocchette”, alte o centrali che siano, alle quali fanno da contorno altri percorsi, che le “completano” per così dire, dando la possibilità di effettuare traversate o “anelli” di più giorni. Ovviamente questo è possibile anche grazie ai diversi rifugi che vi sono stati costruiti nel tempo, alcuni dei quali ci daranno ospitalità nel nostro procedere…
DESCRIZIONE DEL PERCORSO
sabato 16 agosto
Parcheggiati i mezzi e presa la funivia, si arriverà comodamente al rifugio Stoppani al P.so del Grostè (2438 m).
Ricomposto il gruppo, si prenderà il sent. 305, che ci porterà all’attacco della ferrata Benini. Nella prima ora (dal passo) si procederà verso sud, in un ambiente brullo e totalmente roccioso, in direzione della Cima del Grostè. Dopo averla aggirata, si continuerà a seguirne la conformazione, salendo anche dei facili gradoni di roccia, fino a trovare le prime cenge. Arrivati al primo cavo, si indosserà tutta l’attrezzatura, si metteranno via i bastoncini e si darà inizio a questa grande avventura.
In panorami sempre nuovi e imprevedibili, si alterneranno tratti su ghiaie ad altri su roccia, prevalentemente in cengia, passando sotto (in ordine cronologico…) il Campanile dei Camosci, la Cima Falkner, il Campanile di Vallesinella e la Cima Sella, divise da varie forcelle, tra cui la Bocchetta dei Camosci, Bocca alta di Vallesinella e per finire, tramite una scala metallica in discesa, la Bocca del Tuckett (2648 m). Da questa si scenderà, su neve residua, ai sottostanti rifugi Tuckett e Sella (2272 m). Cena e pernottamento.
Domenica 17 agosto
Giornata “leggera”….
Fatta la colazione e raccolte tutte le nostre cose, risaliremo alla Bocca del Tuckett, dove troveremo l’attacco della Ferrata delle Bocchette Alte (descrizione tratta da Wikipedia): qui, grazie a supporti metallici si giunge sulla Spalla Nord di Cima Brenta (2915 m), dove comincia la Cengia Garbari che ne taglia la parete est fino a raggiungere la Spalla Sud (2988 m), a cavallo fra il selvaggio alto Vallone dei Brentei e la Val Perse. Da qui si segue un esile filo di cresta sulla quale si raggiunge la massima elevazione dell’intero itinerario, per poi discendere con scale e funi alla Bocchetta Alta dei Massodi (2959 m); si risale poi la verticale parete opposta tramite la famosa “Scala degli Amici” giungendo quindi sull’ampio terrazzo sommitale dello Spallone dei Massodi (3004 m).
Dopo un tratto su sentiero si inizia a calare verso la Bocchetta Bassa dei Massodi (2797 m) nei pressi della quale si incontra la verticale via ferrata Oliva Detassis che sale dal sottostante Vallone dei Brentei. Si aggira Cima Molveno proseguendo su sentiero che si snoda fra pietraie e gradoni caratterizzato da fenomeni carsici e, tramite cengia ci si porta alla base della parete ovest della stessa (2611 m). Infine si scende il ripido pendio franoso a margine della conca morenica un tempo interamente occupata dalla Vedretta degli Sfùlmini. Qui, anziché salire alla Bocca dei Armi, si scenderà (tramite il sent. 323) al vicino rifugio Alimonta (2580 m). Cena e pernottamento.
lunedì 18 agosto
fatta la colazione e al via dei DD.E., si darà inizio a una giornata “intensa”…
Si salirà alla Bocca dei Armi (neve residua) e da questa avrà inizio la Ferrata delle Bocchette centrali (descrizione tratta da Wikipedia): la via inizia in maniera decisa: con l’ausilio di funi e numerose scale si sale lungo la parete nord-est della Torre di Brenta, fino ad immettersi su un’esile cengia attrezzata grazie alla quale si intersecano alcuni canaloni. Percorsa l’aerea cengia, si passa poco sotto la Bocchetta degli Sfulmini Alta e quindi si giunge nei pressi della Bocchetta degli Sfulmini Bassa (a circa 2721 m) attraverso roccette.
Prima su cengia e poi per gradoni si aggira la parete est del Campanile Alto e si raggiunge la curiosa formazione della Sentinella. Si cala per facili roccette alla sottostante Bocchetta del Campanile Basso (2623 m), profondamente incassata fra le pareti della omonima guglia e della Cima Brenta Alta. Attraversato un profondo canalone, il resto del percorso si svolge lungo un’esposta e stretta cengia attrezzata, che taglia orizzontalmente la verticale parete nord-ovest della Cima Brenta Alta e che si interrompe a un centinaio di metri dalla Bocca di Brenta. Qui è necessario discendere qualche decina di metri per un’ultima paretina attrezzata con staffe e una scala fino a raggiungere il sentiero che porta in pochi minuti a Bocca di Brenta (2552 m).
Poi per facile percorso ai rifugi Pedrotti – Tosa (chiusi per lavori); aggirata la Cima Brenta bassa, si andrà ad imboccare il sent. 358 “dell’Ideale”, tralasciando le deviazioni dei sentieri Palmieri, puntando alla Cima Tosa e inoltrandoci in seguito nel vallone sottostante (un tempo vedretta…). Giungeremo alla Sella e poi alla Bocca Tosa e da questa ci caleremo nella vedetta d’Ambiez (o quel che ne resta…) per arrivare al rifugio Silvio Agostini (2410 m). Cena e pernottamento.
martedì 19 agosto
Dal rifugio Agostini si sale il ghiaione che porta a est della Cima d’Ambiez e restando in quota ci si porta sotto gli evidenti Due Denti dove si imbocca la ferrata Ettore Castiglioni (descrizione tratta da Wikipedia): si salgono le prime due imponenti scale e poi si traversa verso sud una cengia esposta adeguatamente attrezzata (anche con un ponte in parte sospeso). Si continuano poi a salire scale meno lunghe fino a portarsi all’interno di una sorta di canale che sorge a metà parete proprio sotto la Bocchetta. Si rimonta il canale ghiaioso poco ripido, ma con pericolo di caduta massi. Raggiunta la fine si sale una lunga scalinata che cambia quattro volte pendenza (all’inizio è persino strapiombante); con l’aiuto di altre due scale più brevi si raggiunge la cengia terminale che porta all’unico intaglio nella roccia: la Bocchetta dei Due Denti (2859 m), a circa due ore di camminata dal Rifugio Agostini. Dalla Bocchetta dei Due Denti si scende in direzione della conca di Pratofiorito, e quindi del Rifugio XII Apostoli, per nevai tenendosi a destra, sotto Cima d’Agola, fino a dei salti rocciosi, adeguatamente attrezzati che possono comunque risultare coperti da neve. Poi passando prima sui resti dei detriti morenici e infine su tratti di roccia facile ma levigata si giunge al Rifugio XII Apostoli.
Il rifugio è costruito sulla testata di un grande catino roccioso e nelle sue vicinanze è stata realizzata una cappellina interamente scavata nella roccia; le danno luce quattro grandi finestroni aperti sulla parete esterna. Risultato: dall’esterno si vede una grande croce di roccia. All’interno, tutta una serie di targhe ricordo con le foto degli alpinisti caduti che ricoprono quasi per intero le pareti interne. Un luogo di grande suggestione, visto da me più di trent’anni fa, che ho voluto inserire in questo trekking, credo il mio ultimo nel Gruppo del Brenta.
Dopo la sosta al rifugio, si andrà in direzione est verso la Vedretta di Val d’Agola, ancora sul sentiero “dell’Ideale”, e dopo 300 m scarsi di salita si giungerà alla Bocca dei Camosci (NON quella del 1° giorno…), dalla quale ci si calerà nella vedretta omonima (i gestori dei rifugi ci daranno gli aggiornamenti sullo strato di neve-ghiaccio che potremo trovare…) e poi, per infinite pietraie e ghiaie, sent. alpinistico Martinazzi, e aggirando il Crozzon di Brenta, arriveremo, stanchi ma felici, all’agognato rifugio Maria e Alberto ai Brentei (2182 m). Cena e pernottamento.
mercoledì 20 agosto
ci metteremo in moto di buon mattino!
Dal rifugio saliremo circa 200 m per raggiungere l’attacco del Sentiero SOSAT, n° 305B, che con ampio giro contorna la diramazione Est della Cima Brenta (con la Cima Mandron e la Punta di Campiglio); anche su questo sentiero attrezzato cenge e scale si alterneranno più volte.
Si arriverà così al vallone che culmina con la Bocca del Tuckett e in breve saremo nuovamente al rifugio omonimo. Dopo una breve sosta ristoratrice, seguendo il sent. 317 punteremo al rifugio Casinei e in seguito, percorrendo il 317B, ci gusteremo lo spettacolo delle Cascate Alte (deviazione facoltativa…).
A seguire al rifugio Vallesinella, dove “astutamente” è stato parcheggiato il nostro pulmino; con esso si porteranno gli autisti a recuperare le altre macchine al parcheggio della funivia, risparmiando a tutti una noiosa “scarpinata”. Sistemati tutti gli equipaggi, si potrà dare inizio al viaggio di rientro, magari con un’ultima sosta finale tutti assieme per un pranzetto leggero e veloce….
difficoltà: EEA per Escursionisti Esperti con Attrezzatura da ferrata.
Come già indicato, riservato a persone allenate e pratiche di percorsi su terreni accidentati e/o innevati. Oltre al materiale tecnico da ferrata (casco, imbrago e set da ferrata con dissipatore, il tutto con le omologazioni ora richieste), obbligatorio il sacco lenzuolo.
A ridosso della partenza (primi di agosto) verranno contattati i rifugi per sapere se serviranno anche ramponi e piccozza. Bastoncini consigliati, ma dovranno essere di poco ingombro quando vengono chiusi, in modo da poter esser riposti all’interno dello zaino, per non recare intralcio lungo i sentieri attrezzati.
NB: per descrizioni più dettagliate sulle ferrate, si rimanda alla cospicua bibliografia e ai siti internet dedicati (ferrate.it o ferrate 365)
Cartografia: Carta Tabacco 053 Dolomiti di Brenta in scala 1:25.000
sabato 16 alle ore 06.00 ritrovo e partenza dal quadrivio di Opicina con mezzi propri
Direttori d’escursione: AE Maurizio Toscano e Francesco Losito
numero del cellulare sociale di AXXXO: 339 4681850
Quota Soci CAI € 320,00
Iscrizioni a partire da lunedì 30 giugno con il versamento della caparra di € 100
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30.
foto: da www.visittrentino.info





