TRE GIORNI NELLE DOLOMITI DI SESTO
da venerdì 18 a domenica 20 luglio 2025
LASTRON DEI SCARPERI, TORRE DI TOBLIN, MONTE PATERNO, CRODE FISCALINE, VIA FERRATA “CASARA”
Venerdì 18 luglio: partenza da Opicina Quadrivio. Val Fiscalina (1.454m), Rifugio al Fondovalle (1.548m), Val Sassovecchio, Forcella di San Candido (2.385m), Forcella Sassovecchio (2.790m), Lastron dei Scarperi (2.957m). Discesa al Rifugio A. Locatelli (2.405m). Cena e pernottamento.
Sabato 19 luglio: Rifugio A. Locatelli (2.405m), Via Ferrata “Delle Scalette” alla Torre di Toblin (2.617m), Via Ferrata “Cappellano Hosp”, Rifugio A. Locatelli (2.405m), Gallerie del Paterno, Forcella del Camoscio (2.649m), Via Ferrata al Paterno, Monte Paterno (2.744m), Sentiero Attrezzato “Delle Forcelle”, Forcella dei Laghi, Forcella Pian di Cengia (2.522m), Rifugio Pian di Cengia (2.528m), Passo Fiscalino (2.519m), Passo del Collerena (2.529m), Forcella Croda dei Toni (2.524m), Rifugio Zsigmondy Comici (2.224m). Cena e pernottamento.
Domenica 20 luglio: Rifugio Zsigmondy Comici (2.224m), Forcella Giralba (2.431m), Rifugio Carducci (2.297m), Via Ferrata “Severino Casara” alla Croda dei Toni, Bivacco “A. De Toni” alla Forcella del Agnel (2.578m), Forcella Croda dei Toni (2.524m), Rifugio Zsigmondy Comici (2.224m), sentiero CAI 103, Val Fiscalina (1.454m). Rientro a Trieste.
La Commissione Escursioni della Società Alpina delle Giulie APS e il Gruppo Escursionismo dell’Associazione XXX Ottobre propongono un’altra tre giorni, questa volta nelle Dolomiti di Sesto.
Si tratta di un trekking di tre giorni nelle Dolomiti di Sesto che condurrà gli escursionisti in un’alternanza di sentieri, ferrate e percorsi per esperti in un quadro storico naturalistico con ben pochi paragoni.
La meraviglia degli ambienti dolomitici, con al centro l’imponenza rispettosa delle Tre Cime di Lavaredo, stride fortemente con i ricordi storici che la Prima Guerra Mondiale ha scritto su queste rocce e su queste montagne se non, addirittura, nelle loro viscere. Una discrasia assordante tra la magnificenza degli ambienti e il rumore della Guerra che costringeva gli uomini a confrontarsi per difendere e conquistare, ma potrebbe anche essere giusto dire “conquistare e difendere”, i propri territori, e spesso territori mai visti, nel nome della Patria. Quattro lunghi anni nelle viscere della montagna ad attendere l’esito del Conflitto fatto di sacrifici, perdite e speranze. E noi calcheremo i sentieri di quelle attese, entreremo nei tunnel di protezione e proveremo il brivido degli attacchi, impegnativi, sferrati al nemico che aveva gli stessi sentimenti e le stesse paure. Confronti al limite dell’umano che, dopo più di cent’anni, non devono limitare la frequentazione di questi posti al mero aspetto sportivo. Le note storiche, a cura del nostro amico Livio Marassi, sempre disponibile e profondo conoscitore degli eventi dolomitici, arricchiscono le escursioni donando un valore aggiunto ai nostri programmi.
DESCRIZIONE DEI PERCORSI
Venerdì 18 luglio
Il viaggio, con partenza dal parcheggio del Quadrivio di Opicina, prevederà l’utilizzo dei mezzi propri e del pulmino sociale con breve sosta lungo il tragitto. Giunti al parcheggio alla fine della strada asfaltata della Val Fiscalina (1.454m), il gruppo inizierà l’escursione percorrendo la comoda strada in ghiaia che conduce al Rifugio Al Fondovalle. Entriamo nel cuore delle Dolomiti di Sesto, scorgendo già dai primi passi la meta della giornata, il Lastron dei Scarperi che domina il parcheggio da cui siamo partiti.
A sinistra il Vallon della Sentinella, con l’omonimo Passo su cui si erge il pilastro roccioso da cui ne deriva il nome. Poi in alto Forcella Undici, sulla quale transita la Strada degli Alpini, e la Val Fiscalina Alta al cui centro si innalza la Croda dei Toni.
Un assaggio del tripudio cui, passo dopo passo, goderemo nel corso della giornata. Giunti al Rifugio Al Fondovalle (nei ricordi di chi c’era alla “Notturna alle Tre Cime 2025”), proseguiremo imboccando la Val Sassovecchio e risalendo lungo il comodo sentiero. Larici sempre più radi lasciano il loro posto ai mughi che, diradandosi anch’essi, ci fanno arrivare all’Alpe dei Piani in circa due ore. Riusciamo già ad ammirare il Monte Paterno, la Torre di Toblin e, a brevissimo, il Rifugio Locatelli con le Tre Cime di Lavaredo.
Non bisogna aver fretta, l’angolazione giusta per ammirarle sarà incontrata più volte in queste giornate. L’assaggio aumenta la voglia a spingersi più in alto e, a breve, giungeremo alla Forcella di San Candido. Resti di postazioni militari ci portano a immaginare cosa poteva accadere qui nei primi anni del Ventesimo Secolo, nei lunghi inverni in cui lo spessore del manto nevoso non poteva lasciare che adito all’attesa e al gelo. Dalla Forcella percorriamo un’esile traccia che conduce all’Innichbacher Graben, il Vallone di San Candido che, faticosamente, inizieremo a risalire per giungere, superando delicate rocce in cui bisognerà prestare grande attenzione a non smuovere sassi facendoli cadere, alla Forcella Sassovecchio (2.790m).
Qualche passaggio potrebbe aver destato, fino ad ora, qualche preoccupazione (raccomandato a Escursionisti Esperti EE), ma ci sarà ancora un ultimo passaggio su cui concentrarsi per poter accedere alle ultime cenge che, alternandosi a tracce di sentiero, conducono alla piatta e rossa cima del Lastron dei Scarperi. Numerosi gli ometti in pietra costruiti da chi, prima di noi, è arrivato in cima, e il colore rosso della terra che caratterizza la vetta non può non far pensare al terreno di un campo da tennis. Ed è ora che ci accorgeremo della posizione panoramica che questa piatta vetta possiede: siamo a un tocco dalle cime dei Tre Scarperi, le Tre Cime di Lavaredo ci attraggono, la Croda dei Toni si erge solitaria e magnifica, la Cima Undici non può non ricordarci la conquista del Passo della Sentinella da parte dei “Mascabroni” guidati dal Capitano Giovanni Sala il 16 aprile 1916. Un’impresa alpinistica di altri tempi, riconosciuta come tale anche dal nemico conquistato.
Dopo le foto di rito comincerà la discesa (delicata e con attenzione considerato il numero di partecipanti) lungo lo stesso percorso. Raggiunta la Forcella di San Candido, in circa mezz’ora, saremo al Rifugio Locatelli, meta della giornata.
Effettuato il check-in, prima della cena, sarà obbligatorio sorseggiare una birra ammirando le Tre Cime di Lavaredo dalla loro angolazione migliore, panorama che l’intero mondo ci invidia e che noi possiamo raggiungere in poche ore di camminata e di escursione. La meritata cena sarà il corollario alla prima, lunga, giornata di escursione.
Sabato 19 luglio
Il buongiorno si vede dal mattino! Finita la colazione, il gruppo partirà alle 07.45 alla volta della Torre di Toblin, l’imponente torre rocciosa che sovrasta il Rifugio Locatelli. In circa mezz’ora, dirigendoci verso nord, il gruppo raggiungerà l’attacco della Via Ferrata “Delle Scalette”. La salita è agevolata da scale fisse e cavi che permettono di risalire vari canalini e superare alcune cenge. Alcuni tratti risulteranno impegnativi, ma in circa 45 minuti si supereranno i 115 metri di dislivello giungendo così in cima e alla croce di vetta.
La discesa seguirà invece il tracciato della “Ferrata del Cappellano Hosp” lungo un percorso diverso. Meno difficile della salita, in circa venti minuti ci ricondurrà alla base della Torre di Toblin per poi rientrare al Rifugio Locatelli, da cui subito inizierà l’avvicinamento al sistema di gallerie – sentiero Innerkofler, che in questo senso di marcia si percorrono in salita, in direzione della cresta nord del Paterno, passando nei pressi del pinnacolo roccioso denominato Salsiccia di Francoforte (Frankfurter Wurstl).
Il breve e suggestivo sentiero sale in direzione della prima galleria, in un ambiente strepitoso, galleria che rapidamente si attraversa ed all’uscita dalla quale, alle nostre spalle, si può apprezzare il breve tragitto appena percorso. All’interno alcuni fori laterali che contribuiscono alla luce di penetrare e nello stesso tempo offrono scorci molto suggestivi dell’ambiente esterno. Dopo una breve cengia artificiale, si raggiunge l’ingresso della cosiddetta “galleria del Paterno“, completamente oscura (frontale!), più alta della precedente e nella prima parte abbastanza ripida – gradoni – e sempre attrezzata con cavo scorrimano.
La galleria è lunga circa 300mt ed all’interno la temperatura è piuttosto bassa anche nelle calde giornate estive per la presenza di corrente d’aria piuttosto fresca. Dopo circa 15′ di cammino su affannosi gradoni si giunge al termine del tratto percorribile recuperato e sulla sinistra si trova uno slargo con chiara indicazione per l’uscita. Da qui, un canale (possibile neve residua) abbastanza ripido, sfruttando alcune rocce e attrezzature, conduce alla Forcella del Camoscio (quota 2.649m).
Inizia ora la ferrata che conduce alla vetta del Monte Paterno, sfruttando due distinti percorsi tra salita e discesa. La grande croce di vetta ci accoglie e lascia spazio a un panorama difficile da descrivere; bisogna esserci per ammirarlo da vicino… Foto di gruppo e inizierà la discesa per tornare alla Forcella del Camoscio. Sfruttando ora il Sentiero Attrezzato “Delle Forcelle” si inizia una lunga cengia, attrezzata solo nei passaggi più esposti, lungo la quale si incontrano fin dall’inizio molte testimonianze della guerra.
La traversata prosegue alternando continuamente suggestivi passaggi su roccette, in cengia, su passerelle in legno in un ambiente strepitoso fino a giungere, in circa un’ora, alla Forcella Pian di Cengia e da qui, in pochi minuti, all’omonimo Rifugio, un piccolo gioiello incastonato ai piedi delle Crode Fiscaline. Ci si potrà concedere una birra fresca e fermarsi per la pausa pranzo.
Per chi lo desidererà, breve toccata e fuga, si potrà raggiungere la Cima Est delle Crode Fiscaline per poi rientrare velocemente al Rifugio. Terminata la sosta il gruppo muoverà verso il Passo Fiscalino per seguire un ardito sentiero attrezzato fatto di scalini, cenge e ponti di legno, sempre con panorami mozzafiato. Si giunge così al Passo del Collerena e, se proprio ci saranno ancora delle forze rimanenti, si potrà fare una capatina sul Monte Cengia.
Altrimenti, in venti minuti si raggiungerà, quasi in piano, la Forcella della Croda dei Toni, punto in cui ripasseremo anche il giorno successivo. Da qui, in meno di un’ora, si raggiungerà il Rifugio Zsigmondy Comici, attesa meta della giornata.
Domenica 20 luglio
Alle ore 7.45 si inizierà l’escursione, lasciando il rifugio e dirigendosi verso la Forcella Giralba, camminando alla base dell’imponente Croda dei Toni. In un’ora giungeremo al Rifugio Carducci e da qui inizia il Sentiero Attrezzato “Severino Casara”, alpinista e autore – nel 1925 – della prima scalata del Campanile della Val Montanaia. Insieme a Emilio Comici aprì atre numerose vie nelle Alpi.
Il Sentiero alterna, nel suo primo tratto, attrezzature a sentiero normale (sempre EE…). In circa 45 minuti si giunge alla Forcella Maria dove ha inizio la vera e propria ferrata.
L’andatura, saliscendi in questa prima parte, alterna ponti sospesi a balze di roccia e a cenge, tutte perfettamente assicurate. Verso metà itinerario aggireremo gradualmente lo spigolo Sud della Croda dei Toni, dirigendoci verso nord ovest sfruttando sempre alcune cenge esposte sulla Val Gravasecca (qualche tratto impegnativo ed esposto).
Giungiamo così all’atletico “Passo del Gatto” da superare carponi, oltre il quale troviamo alcune roccette e una nuova cengia. Un tratto in salita ci lascia intravedere un nuovo ponte sospeso, che a breve percorreremo e di cui apprezzeremo l’esposizione. Ora bisognerà prestare molta attenzione a percorrere un delicato canalone ed un ghiaione che, in salita, ci condurrà alla Forcella del Agnel e al Bivacco “A. De Toni”.
Qui effettueremo una breve sosta per riprendere le forze e mangiare qualcosa, per poi ripartire in direzione della Forcella Croda dei Toni percorrendo appunto tutta la base occidentale della Croda, seguendo tracce di sentiero che si sviluppa lungo l’enorme ghiaione, per superare il quale, in presenza di neve residua, si utilizzerà un cavo d’acciaio che permette di superare alcune balze rocciose.
Da qui, in poco tempo, si giunge alla forcella già incontrata il giorno prima per ridiscendere al Rifugio Zsigmondy Comici e iniziare, dopo una meritata birra, il rientro al Rifugio Fondovalle e al parcheggio. Rientro a Trieste nel tardo pomeriggio con sosta durante il rientro dall’amico Luciano Piller ai Piani di Luzza.
Note Storiche (a cura di Livio Marassi)
Le Tre Cime di Lavaredo, simbolo della bellezza delle Dolomiti, saranno la straordinaria costante presenza durante il nostro piccolo trek, ma furono anche testimoni della cruenta lotta, durante la Prima Guerra Mondiale, che si svolse sulle cime che le circondano. La “Zona Lavaredo” si trovava proprio sul confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico.
Dopo la conquista italiana di Forcella Toblin (dove oggi si trova il rifugio Locatelli) e del Sasso di Sesto, 14-17 agosto 1915, la linea difensiva austro-ungarica fu predisposta tra il Lastron dei Scarperi e la Torre di Toblin, che divennero per tutta la durata del conflitto un baluardo invincibile per gli italiani. Moltissime sono ancor oggi le testimonianze, gallerie, caverne e trincee, che i difensori dei battaglioni Standschützen Innsbruck costruirono per fronteggiare gli alpini. Sulla Torre di Toblin venne costruita una postazione “Osservatorio” a cui si accedeva con una via attrezzata diretta (oggi “Ferrata delle Scalette”) mentre un’altra via venne scoperta dall’esperto alpinista e cappellano austriaco Hosp, che alle Sante Messe alternava ardite scalate per trovare posizioni sicure per i suoi soldati. Oggi è la via di discesa attrezzata “Ferrata Cappellano Hosp”.
Dalla parte opposta si erge il castello roccioso del monte Paterno, conquistato dagli alpini il 29 maggio 1915 e trasformato in una fortezza, fin nelle viscere più profonde della montagna. Sulle sue crode si svolse uno dei più leggendari scontri della Grande Guerra sulle Dolomiti. “All’alba del 4 luglio 1915 la guida alpina Sepp Innerkofer, proprietario del rifugio Drei Zinnenhütte (oggi rifugio Locatelli) alla guida di una pattuglia di 30 soldati scalò il Paterno, giunto a pochi metri dalla vetta, scagliò alcune bombe a mano, l’alpino Piero De Luca uscì dal suo riparo e lo investì con un grosso masso, che lo fece precipitare mortalmente fra le rocce”. Il rifugio Drei Zinnenhütte fu raso al suolo dall’artiglieria italiana il secondo giorno del conflitto, il 25 maggio 1915. La via ferrata si sviluppa sulla dorsale orientale del Paterno, ricca di guglie, pinnacoli e torri, chiamata la Cresta del Camoscio. Il sentiero attrezzato supera l’articolata cresta con diversi saliscendi, collegando le numerose forcelle che danno nome alla via. Molte le testimonianze delle incredibili opere realizzate dagli alpini, abbarbicate sulle cime più alte, come la postazione del cannone italiano di Punta Camoscetto.
Più ad est sulla Forcella Pian di Cengia e sulle Crode Fiscaline erano dislocate le truppe italiane di supporto alla Prima Linea. I rifornimenti venivano trasportati dai Piani di Lavaredo con una teleferica e ardite mulattiere. Quando il 24 ottobre 1917, arrivano le prime notizie della disfatta di Caporetto, l’esercito italiano deve ritirarsi. All’improvviso il cannone tace, il piccone non batte, le caverne si svuotano, qualcosa di antico avvolge nuovamente le Dolomiti: il silenzio.
Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti) e EEA (Escursionisti Esperti con Attrezzature)
Dislivello: ven: +1500/-600 m – sab: +800/-900 m – dom: +750/-1500 m
Cartografia: Carta Tabacco 10, in scala 1:25.000
Percorso in via ferrata – Dotazione per vie ferrate: casco, imbrago, set da ferrata omologato EN 958-2017, guanti, lampada frontale per i percorsi in galleria.
Percorso riservato a escursionisti esperti e allenati !
Venerdì 18 luglio ore 5.00 ritrovo e partenza dal quadrivio di Opicina con mezzi propri e pulmino sociale.,
Escursione con mezzi propri e pulmino sociale
Direttori di Escursione: ANE Cristiano Rizzo e AE Maurizio Toscano
Quota Soci CAI € 195,00 comprensiva di trattamento “mezza pensione” presso i Rifugi Locatelli e Szigmondy Comici (bevande escluse), tassa di soggiorno, quota di iscrizione
Per i non soci supplemento di € 35,00 per Assicurazione Infortuni e Soccorso Alpino.
Posti limitati a 27 partecipanti (Direttori di Escursione compresi)
Iscrizioni presso le due Sezioni CAI, Società Alpina delle Giulie e Associazione XXX Ottobre da lunedì 30 giugno con il versamento della caparra € 100. Il saldo direttamente ai DD. E.
Possibilità di noleggio attrezzatura per Via Ferrata: € 15
Trasporto in pulmino: quota chilometrica calcolata in base al numero di occupanti, escluso il conducente, comprensiva di autostrada, carburante e quota per la gestione pulmino della XXX Ottobre
Info e iscrizioni alla Società Alpina delle Giulie, via Donota 2, tel. 040 369067 dalle 17.30 alle 19.30






