Gruppo Tutela Ambiente Montano - TAM

Gruppo Tutela Ambiente Montano - TAM

Gruppo Tutela Ambiente Montano - TAM

Chi siamo

Nell’autunno del 1989 in una seduta del direttivo della S.A.G. venne letta la richiesta, fatta da parte di alcuni soci ben noti in Alpina, di formare un nuovo gruppo.

A quell’epoca c’erano pochi gruppi storici con alle spalle una tradizione pluridecennale, e questa nuova richiesta sembrò un po’ strana o perlomeno insolita, dovevano ancora venire gli anni del proliferare di gruppi che si occupano di aree ed argomenti sempre più specialistici. La richiesta venne esaminata con un po’ di diffidenza e curiosità in quanto non esisteva, ancora, una certa cultura ambientale.

Ricordo ancora che il timore maggiore del direttivo era quello che si stesse formando un gruppo che intendesse impegnarsi in crociate contro gli scempi che venivano continuamente perpetrati all’ambiente. Per questo tipo di lodevoli attività purtroppo servono ingenti capitali, buoni avvocati e anni di battaglie fatte di denunce ed a volte anche di processi. Il gruppo di soci invece voleva compiere la sua battaglia a favore dell’ambiente con pochi e semplici mezzi, partendo da più lontano e da un altro presupposto: quello dell’educazione.

Disgraziatamente nel nostro Paese chi si interessa all’ambiente viene visto come una persona contraria al progresso e diciamolo pure, come un “rompiscatole”, ciò accade perché è carente una cultura di fondo, ed era proprio in questo che la neo-realtà sociale voleva andare ad operare.

Quindi non di battaglie legali ci si voleva occupare, dato che come abbiamo visto non c’era una struttura adatta, ma l’arma da usare era l’educazione ambientale fatta tramite la divulgazione.

L’inizio avvenne un po’ in sordina, con una serie di conferenze tenute da vari specialisti laureati (tra i quali anche dei professori universitari) e non, conferenze propedeutiche tenute in sede con l’ausilio dei mezzi del tempo, essenzialmente una lavagna con i gessi e diapositive, per poi acquisire con il tempo anche una lavagna luminosa. Lo scopo di queste conferenze era, ma lo è ancor oggi, quello di voler illustrare in modo semplice e comprensivo, argomenti inerenti al mondo naturale, ma anche le interazioni dell’uomo con l’ambiente.

Gli incontri, sempre aperti a tutti, si tengono presso la sede della Società Alpina delle Giulie al venerdì ed oltre ad illustrare un argomento, sono in qualche modo preparatori all’escursione che si tiene la domenica successiva.
Ad oggi nulla è cambiato nella filosofia, anche se negli anni il gruppo si è dotato di nuovi ausili didattici, quali microscopi usati nei corsi ed un computer utilizzato nelle conferenze.

Ovviamente anche i vari relatori si sono adeguati alle nuove tecnologie, mentre una volta si girava con voluminosi contenitori di diapositive, oggi si usano ausili elettronici sempre più potenti, veloci e poco ingombranti, cose queste che hanno fatto fare enormi passi alla qualità del prodotto che viene proposto.

Con la filosofia di base alla fine si cerca di educare il pubblico tramite la conoscenza ed un approccio diverso, consapevole e rispettoso, dell’ambiente e delle sue risorse, sperando così che la protezione del patrimonio naturale e di biodiversità diventi un fatto automatico e naturale del nostro modo di vivere e pensare.

Responsabili

Per statuto sociale il T.A.M. è retto da un responsabile denominato reggente che per venticinque anni, ovvero dalla fondazione, corrispondeva alla persona di Giorgina Gandolfo Michelini, la quale, nel 2016, ha passato il testimone ad Alessandro Tolusso.

Umanamente il lavoro da svolgere è tanto per una persona sola, per cui negli anni si è creato un gruppo di amici di “supporto” con l’intento di aiutare Giorgina.

Questo direttivo si riunisce in sede una volta al mese e discute sia del programma, sia su tutte le altre iniziative da proporre a quanti possano essere interessati all’attività escursionistico- ambientale-educativa praticata.

Direttivo

Reggente

Alessandro TOLUSSO (Tolo)

Reggente
Consigliere
Segreteria

Viviana ZAGO

Consigliere
Segreteria
 
Consigliere

Giorgina Gandolfo

Consigliere
Consigliere

Adriana VARISCO

Consigliere
Consigliere

Tullio CONTI

Consigliere
Consigliere

Roberto LINARDON

Consigliere
Consigliere

Franco MOSELLI

Consigliere
Consigliere aggiunto

Gabriella D’ABUNDO PAGAN

Consigliere aggiunto
Consigliere aggiunto

Roberta OCCINI

Consigliere aggiunto
Consigliere aggiunto

Claudio SCHNEIDER

Consigliere aggiunto
 

Cosa c’è dietro una gita

Ora che ne sappiamo di più sul T.A.M., possiamo vedere come nasce una gita. Tutti i relatori sono persone che per professione o per semplice passione si interessano di argomenti specifici.
Come abbiamo detto l’attività consta nell’organizzare un’escursione che viene preceduta da una conferenza. Il più delle volte il tutto nasce durante un’escursione che viene fatta nell’ambito della propria passione, o in altri casi professione.

Spesso durante una gita si pensa che il luogo in cui ci si trova meriterebbe di essere fatto conoscere ad altre persone; nasce quindi così l’embrione dell’escursione futura e a questo punto si inizia a guardare il percorso con un occhio diverso. Si inizia a vedere se è percorribile da un gruppo, quali sono le difficoltà sia tecniche sia inerenti alla fatica fisica, non bisogna infatti dimenticare che il pubblico è costituito da persone di varie età, con un allenamento fisico che può essere medio- basso, tenendo presente che l’escursione deve essere un piacere e non una sofferenza per chi vi partecipa.

Bisogna quindi trovare un itinerario piacevole, con poche difficoltà tecniche e di medio impegno fisico, oltre a ciò, il percorso deve presentare il maggior numero possibile di punti interessanti e riguardanti l’argomento che si vuol trattare. Alle volte è successo di dover predisporre tratti di itinerario fuori dai sentieri tracciati e quindi procedere ad una pulitura e segnalazione (non invasiva dell’ambiente come ad esempio tramite la costruzione di “ometti” in pietra) che permetta di raggiungere agevolmente e con sicurezza i punti che si vogliono mostrare. Un’altra cosa da tener conto è la lunghezza, che ovviamente è direttamente proporzionale al tempo; il passo che si tiene in gruppo è più lento rispetto a quello che si può avere quando si è in escursione da soli, oltre a questo bisogna aggiungere il tempo necessario alle spiegazioni.

Una gita T.A.M. è quindi impostata sull’accompagnamento di un gruppo di persone che oltre ai benefici salutari, che derivano dall’escursione stessa, si aspettano di ricevere un arricchimento culturale; sono quindi da prevedere tratti in cui si cammina per arrivare in punti ove il gruppo si ricompatta ed ascolta quanto viene spiegato dal relatore sulla particolare specie botanica, animale o fenomeno naturale. Segue ovviamente il momento conviviale dell’attività, rappresentato dal pranzo che di norma è al sacco.

Dopo il momento conviviale l’escursione riprende e si conclude col rientro alle macchine dove ci si saluta dandosi appuntamento per l’iniziativa successiva, oppure può capitare di fermarsi assieme a cenare in qualche locale tipico.

Purtroppo durante le escursioni vengono utilizzati i mezzi privati; ciò non è dovuto assolutamente ad una mancanza di sensibilità ambientale, ma purtroppo agli elevati costi che deriverebbero dall’uso di mezzi di trasporto collettivi che non sempre riusciremmo a riempire.

Bisogna comunque aggiungere, che sovente i posti che visitiamo risulterebbero anche irraggiungibili con mezzi pubblici di grosse dimensioni.

Questo fatto è un ulteriore fonte di preoccupazione per chi organizza l’escursione, in quanto bisogna sempre e comunque prevedere uno spazio adeguato di parcheggio in prossimità della partenza dell’itinerario scelto.
Spesso e volentieri prima di proporre un’escursione il tragitto viene provato più di una volta, con un certo dispendio in termini sia di tempo, sia di risorse finanziarie, specialmente quando si inizia ad allontanarsi dalla Provincia, cercando varianti più comode, o che permettano di collegare il maggior numero possibile di cose da vedere; ovviamente chi lo fa deve essere un buon conoscitore del territorio e della sua storia.

Tra le altre cose è necessario in taluni casi pensare anche a itinerari alternativi, che in caso di maltempo permettano di compiere un’escursione in sicurezza. A differenza delle escursioni personali che possono essere programmate “al momento”, quelle per il T.A.M. vengono decise con un anno di anticipo e quindi va da sé che è impossibile prevedere come sarà il meteo per quella data precisa e quindi se l’itinerario sarà o meno percorribile agevolmente e in assenza di pericoli.

Definito l’itinerario, inizia il lavoro di ricerca specifica, questo per completare le conoscenze generali sul luogo con notizie più dettagliate sulle singole peculiarità che si incontreranno. Alle volte si viene facilitati in questo con l’acquisto di qualche libro che poi finirà per arricchire la biblioteca personale, si compie quindi una ricerca il più accurata e completa possibile, sempre compatibilmente al tempo libero di cui si dispone. Segue quindi la fase della raccolta di dati, documenti e foto, in modo da poter mettere insieme una presentazione, in passato fatta con diapositive, ma che attualmente con l’impiego del computer, diventa sempre più accattivante e didattica.

Si arriva così al giorno della conferenza e al momento in cui si ha la soddisfazione del tempo e delle risorse fin li impiegate.

Abbiamo così visto che quello che il pubblico vede in sede in un’ora di conferenza e in una giornata di escursione, è stato ottenuto con diverse ricognizioni sul campo e settimane di paziente ricerca sui libri personali, in biblioteche o archivi.

Sorge a questo punto una domanda: perché uno lo fa?
Le risposte sono molte, la principale è che crediamo nel valore del volontariato, nel poter trasmettere quello che si conosce e nella speranza che solo conoscendo le cose si possa apprezzarle, ma soprattutto difenderle.
Tutti questi motivi hanno un riconoscimento tangibile nel momento in cui arriva l’immancabile applauso da parte di un pubblico sempre attento, interessato e soddisfatto.

Quello che ci piacerebbe poter fare e a nostro avviso sarebbe utile, è entrare nelle scuole e nei ricreatori con dei progetti educativi, per trasmettere alle nuove generazioni l’importanza della conoscenza degli ambienti naturali e di pezzi di storia che per superficialità o ignoranza, vanno sempre più scomparendo.

Questi però al momento sono sogni che si potrebbero realizzare al momento del pensionamento, quando si potrebbe avere più tempo da dedicare alle cose che ci appassionano, pensione però, visti i tempi attuali, che si allontana sempre più…

Come pubblicizziamo le attività

Per pubblicizzare l’attività, la Commissione utilizza un depliant che viene distribuito presso varie associazioni e negozi, oltre che nella sede sociale. Questo costo è stato coperto negli anni da varie ditte che ci hanno in parte sponsorizzato, non ultima in ordine di tempo la Banca di Credito Cooperativo del Carso Soc. Coop. – Zadruga Zadružna kraška banka.

Ovviamente tutto ciò non basta per farsi conoscere e pubblicizzare il programma e per raggiungere un più vasto pubblico ci si è rivolti ai canali di stampa. Ogni qualvolta ci sia una conferenza vengono infatti inviati delle e-mail sia alla RAI regionale che ne dà lettura nel notiziario radio del mattino, sia al quotidiano cittadino.

Alla fine il rapporto dovrebbe essere di reciproco interesse e beneficio, in quanto, ad esempio, la pubblicazione sul giornale delle nostre attività permette a noi di farci conoscere presso un vasto pubblico, ma torna a favore del giornale stesso in quanto il pubblico acquista un quotidiano locale piuttosto che uno a diffusione nazionale anche perché vi trova, oltre alle notizie di cronaca, anche gli appuntamenti culturali della città.

Purtroppo a volte, forse per mancanza di spazio, la pubblicazione non avviene e questo va a danno sia della nostra attività, ma soprattutto a quanti ne sono interessati.

Per finire: non è tutto rose e fiori

Nota dolente in questa attività, “mal comune”, senza per altro essere un “mezzo gaudio”, è la scarsa presenza di giovani; la fascia di età sotto i trent’anni è scarsamente o quasi per nulla rappresentata.

Ogni anno arriva qualche volto nuovo e con esso rinasce in noi qualche speranza, ma si tratta per lo più di studenti universitari delle discipline scientifiche inerenti alla nostra attività, o peggio solo ad alcuni argomenti trattati, che purtroppo frequentano solo per il periodo sufficiente a passare un esame e poi spariscono.

Comunque noi non demordiamo e quindi, se volete, ci trovate in sede durante le conferenze che vi ricordiamo sono da sempre e senza nessun obbligo APERTE A TUTTI …