La Società Alpina delle Giulie è proprietaria dei Rifugi:
Guido Corsi (1874 m)
nelle Alpi Giulie nell'anfiteatro sud dello Jof Fuart,
Fratelli Grego (1389 m)
nelle Alpi Giulie nei pressi di Sella Somdogna,
al cospetto delle pareti sud del Montasio,
Fratelli Nordio e Riccardo Deffar (1400 m) (non agibile in ristrutturazione)
nelle Alpi Carniche, a Sella Lom 
Luigi Pellarini (1499 m) (temporaneamente chiuso )
nelle Alpi Giulie nell'anfiteatro nord del Jof Fuart  
Mario Premuda (80 m, il più basso d'Italia)
in Val Rosandra in provincia di Trieste

e dei Bivacchi:
Dario Mazzeni (1603 m)
nelle Alpi Giulie, nel vallone dell'Alta Spragna,
Adriano Suringar (2403 m)
nelle Alpi Giulie sulla grande cengia del Jof di Montasio, 
Carlo e Giani Stuparich (1590 m)
nelle Alpi Giulie, nell'anfiteatro nord del Jof Montasio, 
Davanzo-Picciola-Vianello (speleologico, 1930 m)
nelle Alpi Giulie, al col delle Erbe sull'altipiano del Canin,
Giuliano Perugini (2060 m), realizzato assieme all'Ass. XXX Ottobre
nell'Alta Val Montanaia,
Anita Goitan (1810 m)
(attualmente non agibile)
nelle Dolomiti Clautane, Cadin di Meda sul versante nord del M.Cornaget.

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Tra fine 800 e inizi 900, la Società Alpina delle Giulie, su concessione del Comune, realizzò sul ciglione carsico con vista sul golfo una serie di punti di osservazione "VEDETTE" che costituivano le ambite mete degli escursionisti di allora.
Le costruzioni di allora non esistono più; nell'immediato dopoguerra alcune sono state ricostruite dalle istituzioni con architetture diverse ed altre proprio se ne è persa quasi la memoria.

VEDETTA DI OPICINA – ORTENSIA

Era la prima vedetta innalzata dall’Alpina sul ciglione carsico e precisamente sul monte dell’Obelisco (397 m). Il presidente della società, l’ingegner Eugenio Gairinger, ne fu il geniale ideatore e il generoso esecutore, per cui più tardi la vedetta venne dedicata a sua moglie Ortensia. Inaugurata il 23 novembre 1890 fu danneggiata dagli eventi bellici e oggi ne restano soltanto alcuni ruderi sparsi nel bosco circostante. Attualmente è stato bandito un concorso d’idee per la sua riedificazione.

 

VEDETTA ALICE

Era la seconda vedetta costruita dall’Alpina, eretta su un’altura a quota 453 tra il valico di Trebiciano e il Monte Calvo, utilizzando i materiali provenienti dalla demolizione del fontanone di Piazza Dogana (attuale Piazza Vittorio Veneto). Fu solennemente inaugurata il 29 giugno 1897, dandole il nome di Alice, in onore della consorte del vice presidente della società, avvocato Giuseppe Luzzatto. Nel 1915 l’esercito austriaco demolì la vedetta che poteva costituire un riferimento per l’artiglieria avversaria. Una nuova vedetta con lo stesso nome fu costruita sul Monte Calvo nel 1957, dall’Ente per il Turismo di Trieste.

 

 

VEDETTA ITALIA

E’ stata la terza vedetta di proprietà dell’Alpina delle Giulie. Edificata nel 1908 dal Club dei Turisti Triestini, venne dedicata all’imperatore Francesco Giuseppe a celebrazione del suo 60° di regno, nel 1922; per evitarne la demolizione decisa dal Comune fu acquistata per il modico prezzo di £ 120 dal disciolto club, di austriaco sentire, e venne ribattezzata Vedetta d’Italia. Durante l’occupazione tedesca, nel 1944, la vedetta, divenuta punto di riferimento per l’aviazione alleata, venne teutonicamente rasa al suolo. Una nuova Vedetta Italia fu ricostruita nel 1956 sulla vicina altura di Monte Grisa dall’Ente Provinciale per il Turismo.

 

 

CONCORSO FOTOGRAFICO
LE MONTAGNE DI
NAPOLEONE COZZI